“SPRECARE” LA VITA PER CRISTO CHE HA “SPRECATO” LA SUA PER NOI

DOMENICA DELLE PALME

“Sei giorni prima della Pasqua”, ovvero sulla soglia di questa Settimana Santa, Gesù scende a betania, la “casa del povero”, per donarci il cuore di Maria, immagine della nostra vocazione, un profumo sparso per Cristo. Siamo nati per “sprecare” tutta la tua vita per Cristo, e se non lo faremo resteremo sempre infelici. Lui lo ha fatto per noi: ha sprecato sino all’ultima goccia la sua vita per salvarci! Nei paralleli sinottici Gesù loda il gesto di Maria dicendo che ha fatto un’opera “bella”.

Ecco, la nostra vita ci è data per essere un’opera bella, la bellezza che Dio aveva visto nella creazione, riflesso del suo volto e del suo cuore. La nostra vita è destinata a diventare un riflesso della “bellezza che salverà il mondo”, quella che risplende sul volto di Gesù. Nella sua bellezza sprecata per amore, possiamo sprecare la nostra vita, assaporando la libertà che ci strappa al lievito vecchio di Giuda: avaro e quindi ladro, perché sempre affamato e sulla difensiva, obbligato a offrire persone e cose al suo ego insaziabile.

L’opera bella di Maria è stata un’opera profetica, compiuta “in vista della sepoltura di Gesù”. Maria ha compreso laddove i discepoli non riuscivano a comprendere, e quindi ha accettato ciò che loro avevano respinto: la morte crocifissa del loro Maestro. L’opera bella è dunque un’opera che accoglie ed entra con Cristo nell’assurdo della Croce, che rende onore alla sofferenza rinvenendovi i bagliori dell’alba di risurrezione. Maria non spreca, ama. E amare non è altro che ungere Cristo con quanto si ha di più prezioso; offrirsi come una sposa al suo Sposo, condividendo sino in fondo il dolore di Cristo, che è il dolore di ogni uomo, di tuo marito, di tuo figlio, di tua cognata.

Ma perché il profumo si spanda e riempia la casa, occorre che il “vaso dell’unguento si rompa”. E’ necessario che la storia con le sue sofferenze schiuda il nostro cuore perché, nell’amore di Cristo riversato in noi per mezzo dello Spirito Santo, sprechiamo tempo, denaro, fatiche, progetti, soprattutto per chi sembra non farsene nulla, come accadde sul Calvario. Ma proprio quando, per il pensiero del mondo, si “rompe” e “spreca” inutilmente il nostro ego, la vita si fa feconda e compiuta, bella! Il “nardo”, infatti, è un’essenza che si origina ad altissime quote. E’ dal Cielo che Maria ha ricevuto quanto ha di più prezioso; come ciascuno di noi ha ricevuto il dono dello Spirito Santo nel Battesimo.

Per questo, il nardo è immagine delle grazie delle quali Dio ci ricolma perché in noi appaia la vita nuova e celeste dalla quale si spande il profumo delle opere che mostrano la vittoria sulla morte di Cristo: “I tuoi giovani sono pieni di opere buone… I loro odori sono come quelli dei begli alberi del giardino dell’Eden, come il cipresso e il nardo… ” (Il Targum del Cantico dei Cantici). Per questo, il Vangelo ci dice che si trattava di “vero nardo”, autentico, non adulterato, “pistikis” – degno di fede”, secondo il significato dell’originale greco. Il vero nardo è dunque il segno dello Spirito autentico, che ispira opere degne di fede; il nardo con cui Maria unge i piedi di Gesù è il profumo autentico della sua vita fedele alla vocazione ricevuta, la fragranza della fede che si incarna in opere belle che vincono l’olezzo della corruzione e della morte. La vita di chi è morto a se stesso ed è risorto con Cristo.

Coraggio, da oggi Gesù è a Betania, nella nostra povera vita, perché sia curato e protetto come gli agnelli che dovevano venire sacrificati a Pasqua. L’amore della sua famiglia prepara, infatti, l’Agnello ad immolarsi. Impressionante! Prima di entrare nella sua Passione, prima di morire, Cristo viene a prepararsi a casa nostra… Prendiamoci allora momenti per amarlo e consegnargli i peccati che andrà a perdonare sulla Croce! Elemosine, digiuni che nessuno vede come baci segreti allo Sposo, preghiamo facendo di ogni giorno il santuario dell’intimità con Lui; mentre compriamo le mele, o facciamo la doccia, o la fila alla Posta, o dal dentista, lavando i piatti o guidando, nel cuore ripetiamo ti amo e tu abbi pietà di me; prendiamo il rosario e andiamo a Lui con Maria; scrutiamo la Scrittura, chiudiamoci in camera un momento, o anche nel bagno dell’ufficio, e piangiamo, ungiamo i suoi piedi; passiamo davanti al Santissimo e diciamogli che lo amiamo; facciamo una gentilezza a chi non sopportiamo, una parola quando vorremmo star zitti, e taciamo quando vorremmo parlare… Non lasciamo neanche un’occasione per amare Gesù. Così ci prepareremo con Lui ad entrare nella Pasqua come alle nozze dell’Agnello, puro profumo d’amore per salvare ogni uomo.

QUI IL COMMENTO COMPLETO E GLI APPROFONDIMENTI

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