Tu chiamale se vuoi, perversioni

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Su Il Foglio del 19 febbraio: “Ancora non sappiamo trattare le perversioni, ci dice Bering (Jesse Bering, autore di “Perv”, Utet)…. Come se istintivamente crediamo a un Dio che ha posto limiti in termini di orientamento sessuale. Quindi, inconsciamente o meno, ce la prendiamo con chi ha scelto arrogantemente di deviare dalla retta via, quella naturale. Allora un modo per difendere i gay è dire: tranquilli, non hanno deviato dalla retta via, non sono mica così strani, anche in natura esistono. Ma analizzare i comportamenti animali nelle altre specie è molto interessante ma poco proficuo se cerchiamo un appiglio etico. D’accordo, i bonobo sono molto vicini a noi (il 98,6 per cento di Dna in comune) e tra di loro è diffusa l’omosessualità. Ma non solo quella. Sono gay, promiscui e “per natura” si divertono a titillare, con dita e bocca, i genitali di maschi e femmine immature. Lo fanno per placare le tensioni e fare amicizia ma, come sottolinea Frans de Waal, nella nostra società il comportamento socio sessuale dei bonobo porterebbe direttamente in galera”. (Antonio Pascale, Articolo “Perversioni”, Il Foglio del 19 febbraio 2016).

Come se istintivamente…. Ma guarda un po’, esisterebbe negli uomini un istinto che li porterebbe a credere che Dio ha posto dei limiti all’orientamento sessuale. Un istinto che coincide con quanto è rivelato nella Scrittura e recepito dal Magistero della Chiesa. Che questo istinto sia per caso la coscienza, quello strano pensiero che ti punge il petto quando senti che quella perversione proprio non va? La coscienza che i bonobo non hanno, a differenza degli uomini, che però possono gettarla in un angolo oscuro e dimenticarcela. Ciò accade, per esempio, quando decidono di essere figli dei bonobo, giungendo per questo ad esigere che al loro comportamento socio-sessuale siano associati gli stessi diritti riservati agli uomini. Nessun problema per il comportamento sessuale, siamo liberi (anche se quell’istintivo credere in un Dio che regola le cose continua a rientrare dalla finestra). Molti problemi invece per quello sociale, se viviamo ancora in una società di uomini. E tra gli uomini, i bambini nascono da un papà e una mamma, e a un papà e a una mamma hanno diritto. A meno che domani non ci si svegli tutti con le sembianze dei bonobò. In questo caso non ci sarebbe da stupirsi se anche la pedofilia fosse sdoganata legalmente, accordando ad essa quei diritti che oggi, al solo pensarci, ci precipiteremmo a vomitare. Le relazioni pedofile (il peggiore dei peccati, ancor di più quando commesso da un prete) diventerebbero di certo prima unioni civili e poi matrimonio, democraticamente regolate da una legge votata e promulgata da una maggioranza di evolutissimi e civilissimi bonobò.

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