Pilato al Senato

 

Il Presidente del Senato, per giustificare la decisione ingiustificabile di negare il voto segreto sul non passaggio agli articoli e relativa sospensione della discussione sul Ddl Cirinnà, dice testualmente: “non sono Ponzio Pilato”. Dimentica però che Pilato, lavandosi le mani, ha deciso eccome, e ha fatto crocifiggere Gesù Cristo dando seguito alla decisione presa “a maggioranza” dal Sinedrio. Come ricordava ieri Camillo Langone su Il Foglio, citando il libro di Aldo Schiavone “Ponzio Pilato. Un enigma tra storia e memoria”: “Lo storico spiega come a volere la condanna di Gesù non fu il popolo di Gerusalemme, furono i componenti del sinedrio e forse il seguito, “i capi dei sacerdoti e le guardie” come del resto si legge nel Vangelo di Giovanni. Il crucifige venne pronunciato in un cortile, non da quarantamila persone (gli abitanti di Gerusalemme all’epoca) né da quattromila, al massimo da quattrocento, un po’ poco per considerare Barabba un eroe del suffragio universale”. Il Ddl Cirinnà come Barabba? Sì, un eroe dello zerovirgola, tale è la percentuale delle coppie che ne beneficerebbero, come quella di coloro che detengono il potere vero attraverso i loro denari (quelli sì molto più che uno zerovirgola della ricchezza mondiale). Pilato ha deciso eccome, accogliendo la richiesta di un grumo di potere e della lobby accorsa in quel cortile; pochi uomini che, strangolati nell’abbraccio satanico di ideologia e potere, non avevano accettato la Verità alla quale Cristo era venuto a rendere testimonianza. Esattamente come è accaduto ieri al Senato, riedizione del Sinedrio, presieduto da un Pilato che della Verità, in fondo, non sa che farsene. Probabilmente, come accadde al Governatore romano, lo ha spinto la sottile e “laicissima” minaccia dello zerovirgola che muove le fila del mondo: «Se liberi costui, non sei amico di Cesare». Se liberi la coscienza dei senatori non sei amico di chi, per difendere il potere, la coscienza l’ha già seppellita da un pezzo. E si sa, per legittimarsi, la dittatura dello zerovirgola ha bisogno di indossare la maschera democratica del diritto stabilito nelle aule parlamentari in ossequio al sentire di una pseudo maggioranza che, con l’artiglieria della cultura e dei media, silenzia quella che fa apparire come minoranza. Per questo, nel Presidente Grasso ha vinto la stessa “interpretazione pragmatica del diritto” che vinse in Pilato: “più importante della verità del caso è la forza pacificante del diritto, questo fu forse il suo pensiero e così si giustificò davanti a sé stesso. La pace (condizione fondamentale per la conservazione dell’Impero) fu in questo caso per lui più importante della giustizia”. Dimenticando però che, “in ultima analisi, la pace non può essere stabilita contro la verità” (Benedetto XVI).

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