Ambasciatori del Paradiso perduto e ritrovato

 

Giovedì della IV settimana del Tempo Ordinario

Coraggio, oggi si torna a casa! Arrivano gli ambasciatori del Paradiso perduto, gli apostoli che Gesù invia per riscattarci dall’esilio. Sono gli angeli che aspettavamo da tanto, perché non la facciamo più in mezzo a questa situazione, siamo sfiniti e affamati di pace e felicità come il figlio prodigo. Stai dubitando dell’amore di Dio, vero? Non hai argomenti da opporre all’evidenza del male. Questa ingiustizia non la puoi mandar giù e ti opponi ad essa con un altro male, come accade in questi giorni sotto gli occhi di tutti. Quel collega ti ha chiuso in una gabbia di calunnie bruciando la tua reputazione davanti a tutti? Eccoti pronto a uccidere la sua, senza pietà. Non c’è niente da fare, lontani dal Cielo e da Dio c’è solo il peccato, e tutto odora di morte.

Ma coraggio, gli apostoli giungono oggi come angeli, gli stessi cherubini che avevano chiuso e difeso le porte del Paradiso e che, accanto alla tomba vuota di Cristo, sono stati testimoni della sua risurrezione; per questo ci portano l’annuncio che spalanca la pietra del sepolcro dove è imprigionata la nostra vita: “Gesù non è qui, è risorto!”, e con Lui possiamo uscire anche noi dal peccato. Bussano alle nostre vite per consegnarci le chiavi della casa da cui siamo stati cacciati, perché avevamo deciso, come il figlio prodigo, di uccidere il Padre in noi e diventare come Lui lontano da Lui. Le loro parole, i loro segni, la loro stessa figura ci annunciano il destino per il quale siamo stati creati.

Sulla soglia della nostra tomba nella quale è sceso il Signore, gli apostoli sono per noi gli angeli che ci testimoniano il prodigio capace di cambiare la nostra vita: Cristo è risorto, la sua obbedienza ha distrutto il male ed il maligno. Guarda bene, è rovesciata la pietra che ci ha precluso il passo all’amore, al perdono, all’offerta della vita, all’obbedienza; quella pietra che ci opprimeva il cuore non tornerà più a rapirci la vita. Ascolta l’annuncio, e parti con la Chiesa per passare all’altra riva. Entra oggi nella tua storia obbedendo al Vangelo. Non aver paura, al di là della soglia c’è il Paradiso, la gioia e la pace di chi ama e perdona perché si sente a casa, e non ha più nulla da temere. Guarda bene gli apostoli di ieri e di oggi, in loro che erano dei poveracci come te risplendono le primizie del Paradiso.

Per questo Gesù li manda “a due a due”, uniti come Adamo ed Eva prima della disobbedienza che li ha messi l’uno contro l’altro, ad annunciare che Gesù ha vinto il peccato che separa il marito dalla moglie, i genitori dai figli, l’uomo dall’uomo; due apostoli diversi l’uno dall’altro, forse umanamente incompatibili e senza interessi comuni, ma che passo dopo passo imparano ad amarsi in Cristo, testimoniando che, nonostante le diversità, “non è bene che l’uomo sia solo”.

Li manda “con una sola tunica”, che è l’immagine e la somiglianza con il Creatore che li riveste: “Adamo ed Eva, secondo la tradizione rabbinica, non erano stati creati nudi, ma con un vestito di luce e di gloria. Dovevano essere trasparenti l’uno all’altro. Questa trasparenza doveva essere fonte di gioia e di luce. Dopo il peccato, persero questo vestito di luce che si trasformò in pelle. Conobbero la sensualità, la volontà di dominarsi l’un l’altro e di trarre gioia l’uno dell’altro. Il loro itinerario spirituale consisterà così nel ritrovare la luce nonostante la sensualità. L’uomo si troverà a combattere una tensione interiore. Dovrà partire dall’eros per raggiungere l’agapê: questa è la difficile vocazione dell’uomo. Questa lotta è però illuminata dalla speranza messianica. Il Messia, quando verrà – affermano le fonti rabbiniche – riporterà il vestito di luce di Adamo. I cristiani che accettano Gesù come Messia ricevono un vestito bianco nel battesimo. Sono chiamati ad essere figli della luce” (Frédéric Manns).

Altro che maschere da cambiare per farsi accettare nelle diverse circostanze, gli apostoli sono trasparenti e senza ipocrisia perché il Vangelo li rende innocenti come Adamo ed Eva prima di tagliare con Dio. Sono trasfigurati perché la luce della Torah compiuta in Cristo brilla sui loro volti e nella loro carne redenta dalla nuova creazione: “E Dio che disse “dalle tenebre rifulga la luce” rifulse nei nostri cuori per far risplendere la conoscenza di Dio che è sul volto di Cristo” (2 Cor. 4,6).

Figli della Pasqua che li ha strappati alle catene mondane, Gesù li manda liberi, appoggiati solo al “bastone” della Croce che, come quello di Mosè ha il potere di aprire le acque della morte e richiuderle sull’esercito del demonio; li manda cioè con “il potere sugli spiriti immondi”, come aveva fatto con Adamo ed Eva ai quali aveva dato il potere di “camminare anche sui serpenti”.

E li manda “senza nulla”, senza “né pane, né bisaccia, né denaro nella borsa”, come Adamo ed Eva prima di mangiare il frutto della disobbedienza; come “vasi di creta” deboli e consapevoli di non poter fare nulla senza di Lui, abbandonati all’amore del Padre che ogni giorno provvede ai suoi attraverso il cibo della sua volontà.

Li manda come messaggeri del Paradiso, immagine e somiglianza di Colui che li invia, i suoi amici più intimi che, come primizie, spandono nel mondo il profumo dello Sposo; sono i segni credibili della vita pensata da Dio per ogni uomo, l’intimità semplice e beata radicata nell’obbedienza dell’amore. Cristo risorto, infatti, è il Nuovo Adamo che cerca proprio te, la sua Eva perduta, per abbracciarla e riaccompagnarla nell’intimità. Accogliamo dunque la Chiesa che ci viene a “chiamare” con i suoi apostoli: possiamo specchiarci in loro, perché sono l’immagine del cittadino celeste che Dio vuol plasmare in ciascuno di noi.

Certo siamo liberi, e continuare ad ascoltare “il dio di questo mondo che acceca la mente incredula”, e rifiutare l’annuncio, perché “rimane velato lo splendore del glorioso vangelo di Cristo che è immagine di Dio”. Ci accadrà di restare ancora lontano da casa, come “polvere da scuotere da sotto i sandali”; così, infatti, facevano i giudei rientrando da un viaggio in territorio pagano, per “testimoniare” di non avere niente a che fare con il mondo “impuro” dei gentili.

Ma no, ascolta la predicazione che “scaccia i demoni” dal cuore. Offri la tua schiavitù e i tuoi peccati al potere di Cristo che è affidato alla Chiesa; confessa al Signore il male che hai nel cuore, sarai sanato “dall’olio” del suo Spirito, soffio di Vita eterna che farà nascere in te un’attitudine nuova verso la storia e le persone, la stessa vita degli apostoli in te, inviato a tutti come ambasciatore del Paradiso ritrovato.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...