Presidente Renzi, coraggio! Difendere la famiglia naturale e i bambini è l’unica riforma da non fallire

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Gentile Presidente del Consiglio,

Sono un sacerdote italiano in missione in Giappone da moltissimi anni. Ma sono cresciuto a pane e politica, mio padre è stato per quarant’anni un dirigente della Democrazia Cristiana, il Partito nel quale anche lei è cresciuto. Conosco un pochino i meccanismi e i retroscena del suo mondo. Non mi stupisco né scandalizzo di nulla, conosco l’uomo quel tanto che basta per sapere che spesso ciò che lo muove non è poi così nobile. E che in fondo, quasi sempre, il fine giustifica i mezzi. Credo sinceramente che il suo fine sia il bene dell’Italia e dei suoi concittadini, per servire i quali ha giurato fedeltà alla Costituzione. Le ripeto, se questo coincide anche con il suo successo personale, non mi scandalizzo, anzi.

Il problema è nei mezzi che il fine giustificherebbe. Compromessi? Beh, di quelli la politica si nutre. Mediazioni? Idem come sopra. Allora? Allora desidero porle una semplice domanda, che spero possa giungere in fondo al suo cuore. No, nulla di sentimentale, perché il cuore, nella Bibbia, è il luogo più intimo di una persona, la sede delle sue decisioni. Presidente Renzi, è proprio certo che il Ddl Cirinnà che il suo Governo presenta oggi al Senato sia un giusto mezzo per il fine che si è proposto giurando dinanzi al Capo dello Stato?

Sarebbe bello se potesse rispondermi da laggiù, dal fondo del suo cuore, dove Lei è solo con se stesso, lontano dai Palazzi della politica, con il cellulare spento, disconnesso dai Social Networks e da qualsiasi contatto con i media. Lei e lei solo Presidente. Lei e la sua coscienza, quella che perfino il suo Partito vuole lasciare libera di fronte a un Ddl che, pur unanimamente convinto della sua bontà, intuisce infilarsi nel terreno inviolabile della dignità di ogni persona. La prego, si prenda una pausa di dieci minuti, sono tanti immagino, ma di fronte a un evento eccezionale credo ne valga la pena. Perché sicuramente di pena si tratta. Pur di raggiungere uno scopo si può passare sopra a molte cose, infilando stomaco e cuore in un’armatura di ferro. Se ne mandano giù di bocconi amari nella vita… Ma stia tranquillo, non c’è da vergognarsi, anzi. Lei è stato boy scout, un’associazione che ha a cuore l’educazione e la formazione di bambini e ragazzi. Posso immaginare quanto debba essere penoso per Lei, cristiano, questo passaggio parlamentare. L’ho sentita parlare di questo Ddl con Bruno Vespa, e non mi ha convinto. Molti hanno commentato sottolineando la sua scarsa preparazione sul tema e la superficialità delle sue risposte, soprattutto in merito alla Stepchild adoption. Mi creda, io sono persuaso che Lei fosse semplicemente imbarazzato.

Sì, proprio Lei che ha fatto dell’eloquio e della battuta sempre pronta strumenti efficaci della sua azione politica. Imbarazzato perché non c’è niente da fare, vero?, per quanto si cerchi di eludere una pena che affligge il cuore, questa ritorna sempre a galla, come una risacca della quale non ci si può liberare. Sono certo che davvero ha a cuore il bambino prima di ogni altra cosa. Già, i bambini Presidente. Quelli di oggi che diventeranno adulti domani, e quelli di domani e dopodomani, le nuove generazioni per le quali il suo Governo sta preparando il futuro. I volti dei suoi figli, e quelli dei suoi parenti, degli amici, e di ogni famiglia italiana, non si affacciano per caso dinanzi al suo cuore nei momenti più impensati, magari anche durante un incontro ufficiale o in Consiglio dei Ministri? E quel dubbio lancinante che di certo Le si è conficcato dentro. Se domani fosse sottratto loro il diritto di conoscere il proprio padre e la propria madre? Perché è soprattutto questo il fine del Ddl Cirinnà, lo sappiamo tutti, anche se molti cercano di confondere le acque. Non mi dilungo su questo, Lei sa perfettamente che basterebbe pochissimo per regolamentare le unioni civili.

Oggi è in gioco qualcosa di molto più grande, non c’entra nulla l’Europa che ci chiede quello che non può chiedere. In fondo non c’entrano neanche le unioni civili, i loro diritti e la modernità. Da oggi è in gioco la sua fede, Presidente. Mi ha colpito il suo ripetere “O le riforme o fallisco”. Le chiedo ora: è meglio fallire come Presidente del Consiglio, o fallire come cristiano? Perché se, come cristiano, nel suo intimo non è convinto del Ddl Cirinnà; se fermandosi un momento, magari inginocchiandosi davanti al Tabernacolo (se non ne ha avuto l’occasione o se le è sfuggita questa possibilità lo faccia Presidente) dovesse lasciare che il turbamento della sua coscienza giungesse a ricordarLe che un bambino, quello che Lei desidera porre innanzi a tutto, non è merce e ha diritto di crescere in una famiglia con un padre e una madre; se la sola ipotesi di equiparare un’unione civile omosessuale alla famiglia definita dalla Costituzione e dalla Rivelazione in cui crede Le fa tremare i polsi; se accade tutto questo e Lei non fa nulla per fermare il Ddl Cirinnà, allora sì che avrebbe fallito la “riforma” più importante, quella del suo cuore e della sua stessa vita. E trascinerebbe nel suo fallimento un Paese intero.

Non è un caso che il Vangelo della Messa di oggi descriva la Chiesa e i cristiani come una lampada posta su un lucerniere. Dio è presente misteriosamente nella nostra vita, anche e con più forza in quella di un Presidente del Consiglio cristiano. E oggi, mentre al Senato è presentato un Ddl che, se diventasse Legge, spegnerebbe la già fioca luce che illumina il nostro Paese, il Signore Gesù Cristo in persona parla a Lei, Presidente Renzi: “Si porta forse la lampada per metterla sotto il moggio o sotto il letto? O piuttosto per metterla sul lucerniere? Non c’è nulla infatti di nascosto che non debba essere manifestato e nulla di segreto che non debba essere messo in luce. Se uno ha orecchi per intendere, intenda!”. Intende Presidente?

Parole forti, dure e belle allo stesso tempo. La sua famiglia, la formazione cristiana, la Messa e le preghiere, il seme di vita eterna che ha ricevuto con il Battesimo, fa di Lei una “lampada” perché da oggi sia “messa sul lucerniere” a Palazzo Madama. Anche, e soprattutto per questo Lei è nato Matteo (mi perdoni, ma ora Le sto parlando innanzitutto da fratello in Cristo); per questo giorno Le sono stati dati i giorni passati, le esperienze e le parole che ha ascoltato da tanti suoi maestri nella fede.

Glielo ripeto, si fermi un momento: il Signore è buono, e con amore ci ammonisce tutti a ben “guardare” la Parola che ascoltiamo, secondo l’originale greco tradotto con il “fate bene attenzione” che appare nel Vangelo odierno. Matteo, è Cristo stesso che oggi La chiama a guardare bene alla sua vita nella quale la sua Parola è stata predicata e che Lei ha ascoltato ogni Domenica. Quante Grazie ha ricevuto, non le dimentichi! Si guardi attorno oggi, Sua moglie, i Suoi figli, le persone che ha accanto, immagini di fissare ogni italiano che l’incarico che ricopre Le affida; guardi a Se stesso, anche alla Sua debolezza, alla fragilità, alle contraddizioni, e ascolti la Parola del Signore. Essa Le viene incontro per rinnovare i prodigi della Pasqua che di sicuro ha già sperimentato, quelli di cui la Chiesa è testimone da duemila anni. Anche Lei ha fatto parte del popolo gioioso e grato a Dio che nel 2007 manifestò in Piazza San Giovanni la bellezza e l’autenticità della famiglia secondo la Volontà di Dio. Era con noi, oggi non può essere contro se stesso e la sua storia impregnata dell’amore di Dio.

No Presidente, no Matteo, non può “mettere sotto il moggio o sotto il letto” la luce di Cristo che ha illuminato la sua vita. Ma purtroppo può accadere. Come? Fuggendo nei compromessi e nell’ipocrisia, perché la tiepidezza nasce sempre dall’aridità del cuore. Per questo, nel Nome di Cristo, mi sono azzardato a parlare al Suo cuore, nel tentativo di destarlo oggi all’amore infinito di Dio. Non si può, infatti, amare Dio e gli uomini se si dimentica o nasconde “sotto il letto” l’esperienza del suo amore. Per questo Gesù continua dicendo anche a Lei che “nessun segreto sarà tenuto nascosto”: se cristiani non possiamo avere una doppia vita, credere nell’amore di Dio riversato nell’uomo creato a sua immagine e somiglianza, maschio e femmina, e farsi promotore e garante di leggi che lo contestano e lo seppelliscono. Sarebbe la caricatura più ridicola che il mondo abbia visto. Con questo non si scherza Presidente, perché in questo caso, come per ogni cristiano che rende vano il Nome e l’amore di Dio nella storia, attraverso la storia Dio Le strapperà le maschere dietro le quali tenterà di nascondersi. Perché chi è stato scelto e non ha Cristo, non ha nulla, e vedrà evaporare nel nulla anche ciò che crede di possedere. Altro che Riforme Costituzionali… Dio non può permettere che inganniamo il mondo. Gli italiani, tutti, cioè ogni persona al di là delle etichette che le mode e le ideologie le affibbiano, ha bisogno della “lampada” che solo un cristiano può mettere sul “lucerniere”; non può “metterla sotto il moggio o sotto il letto”, annacquando il Vangelo che lo ha salvato nel pensiero mondano e screditarlo scappando dalla Croce!

Può succedere anche a Lei in questo tempo, se non custodirà gelosamente la memoria di Cristo e comincerà a “misurare” con avarizia il suo amore. Attenzione, perché il demonio è sempre in agguato per spingerLa a dubitare di Dio e a fare calcoli politici per difendersi dal fallimento: “che serve a un uomo conquistare il mondo intero se poi perde la sua anima?”. Attenzione, perché il demonio esiste, e usa sempre bilance truccate, soprattutto quando appare la Croce nella nostra vita. Perché certo è una croce essere oggi un cristiano sul seggio di Presidente del Consiglio mentre il suo Governo presenta un Ddl nemico di Cristo e di ogni bambino, famiglia, donna e uomo. Se ascolterà la menzogna suadente del serpente finirà col cadere nel cinismo che Le farà evitare di salire sulla Croce che l’ha salvata e che attraverso di Lei può salvare questo Paese da una Legge iniqua; si nasconderà, per non uscire allo scoperto e offrire se stesso per il bene degli italiani.

Quello che anche Lei ha ricevuto gratuitamente, infatti, lo “ha” perché sia donato altrettanto gratuitamente. La “lampada” che Cristo ha acceso in Lei può brillare solo sulla Croce, il luogo dove si ama sino alla fine, dove anche la vita di un Presidente del Consiglio è consegnata “senza misura” per il bene della Nazione. Coraggio, non abbia paura di essere quello che è Matteo! Sulla Croce preparata per Lei a Palazzo Madama è vivo Cristo, risorto perché, attraverso di Lei e di molti altri parlamentari, questo Paese non cada in un baratro da cui sarà molto difficile uscire. Non è solo Presidente, sono con Lei e non contro di Lei le innumerevoli famiglie che sabato riempiranno il Circo Massimo; ed è con Lei, forse inconsapevolmente, anche il mondo Lgbt, che non è solo una lobby potente, ma è composto di persone che nel presente e nel futuro avranno bisogno di Leggi autenticamente umane che sappiano salvaguardare la loro dignità. Ognuno è libero di cercare amore e felicità dove crede di trovarli, ma mai a costo della vita degli altri, dei più deboli e indifesi. Siamo d’accordo vero Presidente?

Articolo pubblicato su “La Croce” del 28 Gennaio 2016

 

 

 

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2 pensieri riguardo “Presidente Renzi, coraggio! Difendere la famiglia naturale e i bambini è l’unica riforma da non fallire

  1. Mi auguro che questa bellissima, profonda lettera giunga a destinazione e che soprattutto venga presa in considerazione come merita. Sono contenta che finalmente tutti noi si esca dall’oblio, perché si sappia che ci siamo, e sono contenta che la nostra coscienza si è destata da un lungo, pericoloso sonno. Renata

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