Dizionario (20)

AMORE

il grande amore totale è un’esperienza di completo rinnovamento dei due che si incontrano nella coppia e che, così facendo, istituiscono, per certi versi, una “nuova società”. Un fenomeno che riproduce quella situazione di rinnovamento (statu nascenti) tipica anche nei nuovi movimenti religiosi e politici. Per innamorarsi, insomma, e far durare l’innamoramento, tenendo insieme esperienze coinvolgenti e diverse come erotismo e libertà, verità e passione, bisogna impegnarsi a rinnovarsi in continuazione, in un continuo, leale e non convenzionale dialogo psicologico e fisico con l’altro. Così, negli anni, la coppia costruisce la propria “bolla”, un luogo esclusivo e incantato, che è anche quello “della loro verità e purificazione”. Parole forti, sulle quali nei salotti televisivi si sogghigna volentieri. La situazione che queste parole descrivono, però, è la grande speranza nascosta nel cuore dei ragazzi, disgustati del cinismo degli adulti. E a volte disperati nei loro gesti di rifiuto verso la proposta corrente di identificare l’amore col libertinaggio e la pornografia. (Claudio Risè amori wp.me/p21dln-g9)

CLAUSURA

Riguardo al senso della vita di clausura, devo dire che anch’io mi sono fatta questa domanda quando per la prima volta ho conosciuto le clarisse. La loro vita, apparentemente inutile, è stata per me utilissima, perché mi ha spronato a cercare il significato della ma esistenza, non accontentandomi dei vari surrogati di felicità a cui pure potevo avere accesso. Tuttavia, non avrei mai pensato che la loro vocazione sarebbe potuta diventare la mia, perché mi sembrava irragionevole vivere col Signore in un full time, e non con un più conveniente part time… E invece eccomi qui donna del XXI secolo, irragionevolmente ma felicemente, clarissa da quasi 20 anni, innestata in un Ordine ottocentenario nella Chiesa bimillenaria, di cui talora si vedono solo le “rughe”, ma non è solo così, ma rivelando un modello di persona che, pur non perseguendo le logiche del successo e del piacere ad ogni costo, si rivela realizzata e lieta. (27esimaora.corriere.it/articolo/io-in…)

CREMAZIONE

Grazie alla legge approvata qualche anno fa in tutta Italia una media del 13% ogni anno sceglie così: con punte del 60% a Milano, di uno su tre a roma e con una crescita che arriva al 17 per cento. Una mappa non c’è, nè una classifica dei luoghi prescelti: la normativa lascia liberi i parenti di gettare al vento le ceneri purché a centro metri dalla riva dei laghi, in montagna a 200metri dai luoghi abitanti, in mare ad almeno mezzo miglio dalla costa. Un’indicazione la possono dare le volontà lasciate quest’anno dai 15 mila soci della più antica associazione, quella milanese, la Socrem, che nel suo archivio conserva la lettera in cui Garibaldi chiedeva di essere arso a Caprera su un “rogo alto di acacia con la faccia rivolta al sole al soffio aperto dei cielo, come Pompeo”. A Milano un terzo dei cittadini ha chiesto la dispersione delle ceneri, la metà nel giardino del ricordo a Lambrate, il 20 % genericamente nella natura, il 12,6 % in mare, l’1,6 nei laghi, il 2,4 nei fiumi e l’8,8 sui monti. A Firenze invece, dove le cremazioni sono cresciute del 9,5 % in un anno, il 14 ,5 chiede di essere portato a casa, nei luoghi di famiglia, e il 4,5 di tornare nei boschi, gettato nei torrenti. Roma, qui ogni anno oltre 5mila persone, una su tre, con un aumento del 17% rispetto al 2011, vuole la cremazione che infatti costa 390 euro per i residenti e l’inumazione 552. Il costo medio di un loculo in concessione trentennale è di duemila euro mentre la concessione per un’area dove costrruire una tomba di famiglia varia tra i 6mila e i 25mila euro. (repubblica.it/cronaca/2012/1…)

VEGANISMO

Per seguire coerentemente l’ideologia vegana, dovremo convincere tutti gli animali carnivori a rinunciare a questa loro brutta abitudine che fa soffrire tanti altri animali! Se infatti il problema è la sofferenza degli animali usati per l’alimentazione, perché allora consentire la barbarie dell’alimentazione dei carnivori? Non soffrono anche gli animali uccisi da loro? Sarebbe dunque giusto che tutti fossimo tenuti a rispettare le stesse regole: o tutti vegani, quindi anche leoni, lupi, squali, foche, ecc… o anche noi abbiamo il diritto di comportarci come lupi e leoni, squali e foche, senza rinunciare alla nostra vocazione carnivora (testimoniata dalla presenza dei canini nella dentatura). Secondo i vegani non si tratta di evitare solo l’alimentazione con la carne, ma proprio tutto ciò che deriva dagli animali, come il latte e le uova. Facciamo così la scoperta che non si possono ottenere latte, uova o miele senza uccidere gli animali. La spiegazione è che per fare latte e uova i maschi non servono e vengono soppressi. Danni collaterali li chiamerebbe la NATO… Resta senza risposta la questine del miele, forse anche in questo caso il problema è che i maschi delle api vengono uccisi perché non fanno il miele. Solo che questo avviene in natura, non sono gli allevatori a farlo: ecco di nuovo una discriminazione, se ad uccidere sono le altre api va bene, se siamo noi allora no, è crudele. Per ultimo ecco l’immancabile collegamento: la CO2! Mangiare vegetali per ridurre l’effetto serra. Il Global warming antropico è veramente uno strumento versatile, ci si può fare di tutto. Se poi ci aggiungiamo anche il nobile intento di sfamare i bambini del Terzo Mondo anziché il bestiame il quadro è completo. A conti fatti sembra proprio che le motivazioni fondamentali della ideologia vegana siano frutto di false idee se non proprio di ipocrisie. Resta in piedi una possibilità, quella che l’unico vero motivo per intraprendere la strada del veganesimo possa essere il collegamento con una visione New Age legata a pratiche di tipo pseudo religioso. Il riferimento è a quella che viene denominata “alimentazione pranica”, una tecnica induista.

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