Dizionario (18)

La Parola e le parole per discernere i segni dei tempi.

 

QUI IL SITO DEL VANGELO DEL GIORNO

QUI LA RASSEGNA DEGLI ARTICOLI COMPLETA E AGGIORNATA

 

 

BEFFA 

La beffa blasfema dell’amore, come l’ha definito perfettamente su La Stampa Mariella Gramaglia, è il potere, il controllo, il dominio. L’amore dice «per me è bello che tu esista» e accetta anche di non essere ricambiato, magari. Il potere invece dice «è bello che tu esista solo per me» e con tutti i mezzi è pronto a nutrirsi dell’altro, pur di sopravvivere, senza alcuna pietà. (Alessandro D’Avenia profduepuntozero.it/2012/10/21/amore-e-potere-non-sono-poi-cosi-distanti/ …)

  

CONSENSO 

Purtroppo l’incapacità di dare senso alla propria vita porta inevitabilmente a cercarne la soluzione nel consenso. Il consenso dello sguardo altrui. L’altro viene investito di una carica di assoluto che si spera possa redimere e salvare la propria mancanza di identità: dal grande fratello con il suo occhio senza pietà, alle relazioni (di lavoro, d’amore…) senza pietà. Perdere il consenso dell’altro, significa perdere in qualche modo se stessi. Senza l’altro non si è più nessuno. Questo porta all’ossessione in cui lo stesso Samuele è precipitato, con sms e minacce, precedenti al suo raptus. (Alessandro D’Avenia profduepuntozero.it/2012/10/21/amore-e-potere-non-sono-poi-cosi-distanti/ …)

  

CONTO ALLA ROVESCIA 

Sono storie d’amore con il conto alla rovescia e spesso ad esserne vittime sono proprio le ragazze (più raramente i ragazzi), disposte a passare sopra uno strattone, uno schiaffo, una minaccia, pur di non perdere quell’amore che le protegge dalle loro debolezze, con le quali invece imparare a convivere anche da sole.  (Alessandro D’Avenia profduepuntozero.it/2012/10/21/amore-e-potere-non-sono-poi-cosi-distanti/ …)

  

DIGNITA’ 

«È come se io denunciassi il medico che mi ha fatto nascere perché sono nato. La sentenza della Cassazione afferma un principio pericoloso: se sono disabile non sono degno di vivere. Più volte i genitori, a torto o ragione, hanno fatto causa ai medici per errori nella diagnosi prenatale, ma qui la madre ha fatto causa in quanto tutore della bambina – spiega Paladini a tempi.it – Come se la sua vita non fosse degna di essere vissuta. Così c’è il rischio che si affermino pratiche eugenetiche. È come dire che una diagnosi di disabilità deve necessariamente accompagnarsi all’interruzione di gravidanza, come se la disabilità determinasse che una vita non è degna di essere vissuta. Questa è una deriva etica di portata enorme. Questa sentenza avrà ripercussioni sulla diagnostica prenatale, perché mentre tutto il mondo cerca di ridurre il numero delle pratiche di amniocentesi, a causa dell’invasività del trattamento che, in un caso su 200 causa l’aborto, questa sentenza spinge l’Italia verso la diagnostica invasiva. Oltre che causare più aborti, in questo modo ci sarà anche uno spreco delle risorse del Sistema sanitario nazionale e gravi ripercussioni sui medici in termini di applicazione della legge 194. (Dario Paladini, presidente Sieog. tempi.it/per-la-cassazione-un-disabile-non-e-degno-di-vivere-ma-la-malattia-fa-parte-della-nostra-vita …)

 

ESPERTI (1)

Bambini fuori controllo, incapaci di stare fermi, definiti iperattivi e portati dallo psichiatra nella speranza che li “guarisca”, quando in molti casi hanno solo bisogno di certezze, di regole che non siano elastiche, di paletti che li aiutino a sentirsi sicuri, a confrontarsi con il mondo, di qualcuno che li ascolti e li prenda sul serio. Un’amica pediatra racconta di come molte mamme siano incapaci di decidere se una febbre vale un antipiretico o se è meglio il pronto soccorso. Speriamo sempre che ci sia una legge, un esperto, un altro da noi che prenda le nostre difese, le nostre decisioni, che rischi per noi.  ( http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=31655 …)

  

ESPERTI (2)

Ad Aarhus (Danimarca) una giovane di diciannove anni, Carina Melchior, va in coma a seguito di un gravissimo incidente, dopo tre giorni l’attività cerebrale rallenta. I medici ne parlano con i genitori e questi autorizzano l’espianto degli organi. Che cosa avrebbero dovuto fare se non fidarsi degli esperti, di chi sa quando la vita è vita, e quando invece non lo è più. Ma poco prima che si stacchi la spina, mentre preparano la ragazza per l’espianto, Carina si sveglia. Oggi sta recuperando, ha dei desideri dei sogni, vuole tornare a montare a cavallo, fare la graphic designer, la sua storia è diventata un documentario «La ragazza che non voleva morire». ( http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=31655 …)

  

FUNERALE 

Chiunque, se è stato scaricato, vorrebbe costringere l’altro a tornare (e magari userebbe la violenza fisica o psicologica, tanto fa male, se non si vergognasse di averlo anche solo pensato): il «funerale» di una storia d’amore viene rimandato tanto più quanto più quella storia d’amore dava senso ad un’esistenza personale priva di autonomia ed equilibrio. (Alessandro D’Avenia profduepuntozero.it/2012/10/21/amore-e-potere-non-sono-poi-cosi-distanti/ …)

 

GENERAZIONE

Un esercito di 14 milioni di disoccupati che costa all’Unione Europea 153 miliardi di euro. Sono i giovani inattivi, d’età compresa tra i 15 e i 29 anni, che vivono nel Vecchio Continente, ma che non hanno un impiego, non studiano e non cercano neppure un’occupazione. Identificata con l’acronimo Neet (Not in Education, Employment or Training), questa «generazione perduta» se s’integrasse nel circuito produttivo contribuirebbe a far crescere l’economia dell’Unione Europea dell’ 1,2%. Lo rivela un’indagine dell’Eurofound, Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, che lunedì ha pubblicato il più grande studio sulla disoccupazione giovanile nel nostro continente. ( http://www.corriere.it/economia/12_ottobre_22/studio-eurofond-giovani_0b738c72-1c41-11e2-b6da-b1ba2a76be41.shtml …)

 

LAOS

Alcuni funzionari civili laotiani della provincia di Savannakhet minacciano di distruggere le case di cristiani nel villaggio di Seekaew, se essi rifiutano di compiere riti religiosi animisti. Secondo informazioni pervenute da fonti locali dell’Agenzia Fides, le autorità locali della provincia intendono scoraggiare in tutti i modi i cittadini cristiani dal professare la loro fede e praticare il loro culto liberamente. ( http://www.fides.org/aree/news/newsdet.php?idnews=40140 …)

 

MANDANTI

Trovati i mandanti del terremoto dell’Aquila. Per la magistratura sono i membri della Commissione grandi rischi (Il Foglio.it)

 

MANTIDI

Sono storie che assomigliano alle mantidi che decapitano il partner dopo l’accoppiamento o alle falene che trovano la morte nella luce che le attira. Non siamo falene né mantidi, abbiamo l’anima, ma assomigliamo a mantidi e falene quando l’anima si svuota. Dove manca il senso da dare alla propria vita, si pretende che siano le cose e le persone a determinarlo, dall’esterno, generando dipendenze e schiavitù di ogni tipo, che spesso culminano in un’overdose che distrugge o chi dipende o ciò da cui si dipende, o entrambi. È la ferrea e drammatica logica degli amori che non liberano. (Alessandro D’Avenia profduepuntozero.it/2012/10/21/amore-e-potere-non-sono-poi-cosi-distanti/ …)

 

MILANO

Nel 1880 Milano era abitata da 350 mila persone. In quell’anno sono nati 10 mila bambini. Oggi Milano è abitata da un milione e 343 mila persone e quest’anno sono nati 10 mila bambini. Quindi, mettendo i numeri in rapporto, 132 anni fa nascevano il quadruplo dei bambini di oggi. La situazione preoccupante è stata resa nota dal Comune di Milano in occasione della Giornata nazionale della statistica. (tempi.it/milano-ha-smesso-di-crescere-tanti-nati-quanti-nel-1880-bilancio-drammatico …)

 

NICHILISMO

Il nichilismo affama le vite di un senso impossibile da trovare, e le nutre di risentimento, da scatenare contro la vittima più debole. E in una cultura maschilista ed erotizzata come la nostra, la donna è la vittima sacrificale perfetta, per redimersi dal vuoto in cui galleggiamo. Forse possiamo stupirci se a Mr. Grey, il personaggio più amato nelle classifiche librarie nostrane, sia possibile dire tra gli applausi: «Devi sapere che appena varchi la mia soglia per essere la mia Sottomessa, io farò di te quello che voglio. Devi accettarlo e desiderarlo… Ti punirò quando mi ostacolerai. Ti addestrerò a compiacermi»? (Alessandro D’Avenia profduepuntozero.it/2012/10/21/amore-e-potere-non-sono-poi-cosi-distanti/ …)

 

PIETA’

Il 20 ottobre 1944 fu una delle giornate più terribili per la città e la popolazione di Milano, investita da ben tre ondate di bombardamenti alleati. Mentre i primi due attacchi ebbero successo, concentrandosi sugli obiettivi industriali indicati, il terzo, almeno stando ai resoconti ufficiali, si risolse in un errore tecnico, da cui derivò un’immane tragedia umana. Sui quartieri popolari di Gorla e Precotto si rovesciarono così 342 bombe, per un totale di circa ottanta tonnellate di esplosivo. Una di queste bombe attraversò il vano scale della scuola elementare “Francesco Crispi” di Gorla, sino a raggiungere il rifugio sotterraneo, provocando in tal modo la morte di 184 bambini e di tutto il corpo docente, oltre che di molte altre persone nel vicinato (tra cui altri venti bambini in tenerissima età). Don Ferdinando Frattino, insegnante di religione alla Crispi, fu tra i primi ad accorrere tra le macerie della scuola di Gorla. Così ricorda l’arrivo del card. Schuster: «Il Cardinale Arcivescovo comparve poco dopo le 13 sul luogo dell’incursione. Dovevo essere a scuola a far lezione di religione: quel giorno per gli impegni parrocchiali non vi andai (…). Accorsi e mi trovai di fronte a un mucchio di macerie. Le scale erano crollate insieme ai bambini che stavano scendendo; gli alunni che erano arrivati per primi al fondo li trovammo come se dormissero. Quelli sulle scale rovinati e schiacciati. Appena il Cardinale mi vide sporco e lacero, mi chiamò due volte per nome: don Ferdinando! Don Ferdinando!». Il Cardinale «mi chiamò due volte per nome». Non era solo la volontà di consolare, antica e nobile opera di misericordia insegnata dalla Chiesa, ma il desiderio che ciascuno avesse un volto, il ricordo amoroso e personale di chi era rimasto in vita e di chi la guerra aveva spazzato via.(http://www.miradouro.it/node/59476 )

 

SCUOLA

Ad Alessandro Baricco piace la scuola. L’ha detto. Ne ha anche fondata una. Eppure nel video presentato per la campagna “Porta a scuola i tuoi sogni”, promossa dal ministro dell’Istruzione Francesco Profumo, non convince. C’è un grande assente, in quel video: l’insegnante, che è innanzitutto educatore. Badate bene: nel video si parla spesso di adulti, ma sono sempre adulti lontani. Sono seduti in una veranda e parlano tra loro e guardano. Al massimo si alzano per pigliare al volo i ragazzi che cadono nei dirupi. Ci sono ma non ci sono, ed è questo, forse, il motivo vero per cui arranca la scuola, arranca l’educazione, arrancano i giovani. Questo è il mondo immaginato da Baricco: gli adulti sotto una veranda, i giovani, soli, nel bosco, e un prato da attraversare per approdare al mondo dei grandi. Sono strani questi adulti seduti sotto la veranda. Frustrati e presuntuosi. Si scusano per la distrazione, per l’inadeguatezza, ma pongono titanicamente se stessi come l’approdo finale. «Voi siete in quel bosco. Noi grandi: i vostri professori, il ministro, noi siamo di qua, siamo sotto la veranda dove stanno i grandi. E voi dovete attraversare quel prato… I ragazzi, guardandoci, dovrebbero poter dire: “E’ là che voglio arrivare”». Sono un’insegnante e non mi basta. Prendersi carico, prendersi cura, prendersi a cuore i giovani è un’altra cosa. Io, almeno, dai miei maestri ho imparato questo. Che compito degli adulti è accompagnare i ragazzi; fare un pezzo di strada con loro in quel prato. Tenerli per mano, poi mollarli pian piano e seguirli con lo sguardo. Sostenerli e lasciarli andare. Ed essere grati quando i nostri figli trovano la loro strada, quando l’allievo supera il maestro pieno di limiti che per lui siamo stati. Il coronamento del nostro ruolo non siamo noi. Non siamo noi l’approdo del viaggio che compiono i giovani che ci sono affidati. L’approdo non è nemmeno una veranda, una casa, un muro, perché il cuore è fatto per l’infinito e perché aveva ragione Montale: «Tutte le immagini portano scritto più in là». (Luisella Saro. “Porta a scuola i tuoi sogni” http://www.culturacattolica.it/?id=17&id_n=31656 …)

 

SI

La piccola Pearl Joy Brown è nata con una sindrome genetica rarissima, che ha impedito al suo cervello di svilupparsi pienamente nelle prime settimane in cui Ruth, la sua mamma ventottenne, l’ha portata in grembo. Ad aver stabilito con certezza di questa terribile diagnosi chiamata “oloprosencefalia” è stata un’ecografia di routine al quarto mese, a cui i medici hanno fatto seguire il consiglio di un aborto terapeutico. Ruth e suo marito Eric Brown, già genitori di due bambini di cinque e tre anni, hanno però deciso di portare a termine la gravidanza, nonostante i medici abbiano messo in guardia la famiglia di Nashville (Tennesse) che la loro piccola non potrà che vivere un anno, senza poter camminare, parlare e respirare autonomamente. Nonostante questo, Ruth e Eric hanno raccontato al giornale locale The Tennessean che «se c’è un’opportunità, si deve dire sì a quell’opportunità. E l’unico modo che conosciamo per fare i genitori è dire sì». Pearl ha festeggiato qualche giorno fa la dodicesima settimana di vita. «Dio ha disegnato nostra figlia in questo modo, e noi non abbiamo potuto far altro che accettarlo. Non importa se non sappiamo se Pearl potrà mai respirare da sola, il suo cervello sta, nonostante tutto, cercando di vivere». (tempi.it/pearl-il-petar)

 

TERREMOTO

La condanna degli scienziati italiani della Commissione Grandi Rischi non convince gli scienziati americani e giapponesi. I membri della Union of Concerned Scientists, una influente Ong statunitense, si schierano contro la sentenza, definendola una decisione “assurda e pericolosa” e dicono:”Il presidente Napolitano dovrebbe intervenire”. “Dopo che l’Aquila è stata investita da terremoti di piccola intensità, gli scienziati hanno affermato che un sisma di grande potenza era improbabile ma possibile, sottolineando l’incertezza in questo campo”, si legge in un comunicato sul sito della Ong. “Se fossi stato io lì avrei detto le stesse cose perché non è possibile stabilire quando può verificarsi una forte scossa sismica”, è la posizione di Shinichi Sakai, professore associato dell’Earthquake Research Institute di Tokyo, che non nasconde i dubbi per la sentenza. (http://www.repubblica.it/cronaca/2012/10/23/news/l_aquila_scienziati_usa_contro_condanna-45125743/ …)

 

VIOLENZA

La violenza è dentro ciascuno di noi e in questo non siamo diversi da Samuele. Tutto le volte che l’uomo non accetta di averla in se stesso, la esteriorizza, la proietta sugli altri. Così è sempre stato e sarà, da Caino e Abele a Samuele e Carmela. Come spiega il grande antropologo René Girard, la violenza e il capro espiatorio (la sua vittima) sono un meccanismo da cui l’uomo non può liberarsi da solo e, infatti, proprio per salvarsi dall’autodistruzione costruisce attorno alla violenza le regole del sacro (i comandamenti) e del profano (le leggi), per arginarne (non risolverne) il deflagrare. La vittima perfetta, oggi più che mai, è la donna, innalzata da photoshop a icona di perfezione irraggiungibile e quindi a oggetto da dominare. (Alessandro D’Avenia profduepuntozero.it/2012/10/21/amore-e-potere-non-sono-poi-cosi-distanti/ …)

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...