DIZIONARIO (11)

QUI IL SITO DOVE ISCRIVERSI ALLA NEWSLETTER 

QUI LA RASSEGNA COMPLETA AGGIORNATA

 

DEBOLEZZA

Da una parte egli è attratto, come tutti, dalla pienezza della vita; dall’altra, essendo abituato a contare sulle proprie ricchezze, pensa che anche la vita eterna si possa in qualche modo «acquistare», magari osservando un comandamento speciale. Gesù coglie il desiderio profondo che c’è in quella persona, e – annota l’evangelista – fissa su di lui uno sguardo pieno d’amore: lo sguardo di Dio (cfr v. 21). Ma Gesù capisce anche qual è il punto debole di quell’uomo: è proprio il suo attaccamento ai suoi molti beni; e perciò gli propone di dare tutto ai poveri, così che il suo tesoro – e quindi il suo cuore – non sia più sulla terra, ma in cielo, e aggiunge: «Vieni! Seguimi!» (v. 22).  (Benedetto XVI all’Angelus, 14 ottobre 2012)

BAMBINI

In un libro della psicologa clinica Irene Bernardini, “Bambini e basta”, ci sono le storie di questi bambini adultizzati, costretti a farsi carico, a prendere idealmente in braccio adulti smarriti, nevrotici, pieni di aspettative e di egoismo, incapaci di prendersi “la responsabilità della tenerezza”. Incapaci di ricordarsi che i grandi sono loro. I bambini, comunque, continueranno a spiegarglielo. (Annalena Benini, Il Foglio, 13 ottobre 2012)

BOTULINO (1)

In anni di crisi economica si fa attenzione un po’ a tutto, Si rinuncia a molto superfluo ma si comprano più rossetti e si cerca di eliminare l’aria preoccupata dal volto, optando per quell’effetto di sorpresa perenne, come se si avesse appena incontrato un unicorno parlante, che solo il botulino è in grado di offrire. (Annalena Benini, Il Foglio)

BOTULINO (2)

La società farmaceutica Allergan, che produce il botox,  solo nell’ultimo trimestre ha guadagnato duecentonovantasei milioni di dollari. Anche nel 2009, annus horribilis per l’economia americana, le vendite di liquido paralizzante non sono crollate, e nel 2010 erano già in netta ripresa, mentre adesso è previsto il raddoppio, e l’esplosione in India e Cina (dove il botox assume la desiderabilità di una borsa di Hermès). L’Europa dà grandi soddisfazioni, “nonostante la debole economia: si infila nel bisogno prioritario di vestirsi bene, mangiare bene, essere belli”. Tutto ristagna, barcolla, si inceppa, ma senza più rughe sulla fronte e con un gonfiore diffuso e lucido sul viso che potrebbe essere scambiato per benessere e mancanza di pensieri cupi (a volte di pensieri in generale). (Annalena Benini, Il Foglio)

CERVELLO

Non capiamo come il cervello rappresenti l’informazione. In un computer attuale essa è rappresentata con numeri binari che sono stivati in memoria…. Nel cervello non sappiamo neppure dove si trovi la memoria! E tanto meno che tipo di information processing avvenga. Sappiamo un po’ di cose del funzionamento di questo e di quello, ma sono pezzettini, ci manca un’idea dell’architettura del sistema. Il cervello umano sembra usare vari approcci (analogico, digitale, spaziale, temporale), ma non si capisce come siano collegati. Rimane il grosso mistero di come tutto funzioni in un sistema che, oltretutto, è in grado di svilupparsi dal bambino fino all’adulto in maniera autonoma, e persino di ripararsi da solo: qualcosa di “magico”. Tutta la nostra information technology è una stupidaggine se paragonata al cervello umano. (Federico Faggin, «L’inventore del «chip» alle prese con l’anima», avvenire.it)

COMUNITÀ

Guardo con simpatia a ogni assemblea nella chiesa: la chiesa vive della responsabilità dei suoi membri che liberamente si associano e si nutre della vita di ogni sua comunità, da quelle piccole a quelle grandi, fatte da laici, sacerdoti, consacrati. (Gerhard Ludwig Müller, Prefetto della Congregazione per la Dottrina della fede, intervista al Foglio, 13 ottobre 2012)

COSCIENZA

Man mano che studiavo la neuroscienza mi chiedevo perché nessuno nominasse mai il problema della consapevolezza. Era come l’”elefante nella stanza”, come si dice in inglese, cioè qualcosa che è impossibile non notare, ma che nessuno voleva riconoscere. Come funzioni, che cosa sia la coscienza non lo sappiamo. (Federico Faggin…)

DIO

Dio non può essere ridotto nemmeno a una legge o a un postulato validi per l’agire morale dell’uomo: non abbiamo bisogno di un Dio così, che rimane in fondo in balia di nostre speculazioni su di lui. Il fatto è che, lo vogliamo o no, Dio esiste e si è rivelato. Egli esiste indipendentemente da ogni nostra affermazione o negazione di lui. Egli esiste ed è vivo, così vivo da donarci la vita e renderci persone, cioè esseri simili a lui. Egli è così vivo che si rapporta a noi come un Padre che non ci lascia in balia dei nostri limiti e dei nostri sbagli, ci sorregge e ci corregge. (Gerhard Ludwig Müller…)

ESTINZIONE

La mappa etnica della Repubblica Srpska è impietosa: 152 mila cattolici prima della guerra, 11.900 adesso. Una comunità di vecchi. Per i giovani, niente lavoro né case. A Zlatan Psudka l’hanno occupata nel ’95 i profughi serbi in fuga dalla Croazia della reconquista di Tudjman. La sua famiglia ha accettato uno dei famigerati «scambi», il baratto immobiliare tra profughi, spostati nella regione come patate. Ma era una truffa: arrivati a Navir, in Croazia, hanno trovato una casetta per il weekend senza finestre, mai registrata al catasto. Da allora, 17 anni e 10 mila euro dopo, ha vinto due processi: entrambi annullati. Casi simili ce ne sono a centinaia. (Mara Gergolet, «I cattolici perduti di Bosnia», corriere.it)

FORZA

Il pensiero di Joseph Ratzinger, che nasce da una ragione umile e audace, si impone mediante la forza della sua profondità e acutezza, del suo saper vedere lontano e del suo guardare la realtà in un orizzonte ampio. Non a caso egli ha scelto, come motto della sua missione, l’espressione: cooperatores veritatis, cooperatori della verità. Egli si concepisce al servizio della verità. Joseph Ratzinger è un uomo mite che si esprime con idee forti. C’è una forza umile che emerge nella sua persona e nelle sue parole. E’ la forza della verità, che non ha bisogno di gridare per affermarsi, perché si impone da sé. (Gerhard Ludwig Müller…)

NOBEL PER LA PACE

“L’Unione europea e i suoi predecessori hanno contribuito per più di sei decenni a promuovere la pace, la riconciliazione, la democrazia e i diritti umani in Europa? Il più importante risultato dell’Ue è l’impegno per la pace, la riconciliazione e per la democrazia e i diritti umani. Il ruolo di stabilità giocato dall’Unione ha aiutato a trasformare la gran parte d’Europa da un continente di guerra a un continente di pace. L’ammissione della Croazia per l’anno prossimo, l’apertura dei negoziati con il Montenegro e lo status di candidato alla Serbia hanno tutti rafforzato il processo di riconciliazione nei Balcani”, mi ha detto un olandese con delizioso cappellino blu di passaggio qui a Srebrenica ritornando da Bengasi. (Andreas’ Version, il Foglio, 13 ottobre 2012)

ORIZZONTE

La chiesa afferma una sua visione dell’uomo e del mondo, perché con la sua millenaria esperienza sa bene che per affrontare in modo efficace i problemi occorre inscrivere il proprio impegno in un orizzonte adeguato. Tanto più che oggi ci troviamo in un tempo incapace di offrire orizzonti di ampio respiro all’agire umano e tutto sembra risolversi in prospettive ridotte e di breve durata. I risultati però sono sotto gli occhi di tutti. Perciò la chiesa mette al centro della sua agenda la fede: la fede implica una chiara cosmo-visione e una precisa antropo-visione. (Gerhard Ludwig Müller…)

SALE

Gesù nel Vangelo parla di una purificazione attraverso il ‘sale’. Il sale purifica e conserva nello stesso tempo: a volte il sale, sulle ferite, causa anche dolore. ‘Riforma’ non significa adeguarsi alle mode del giorno, significa fare riferimento a Cristo Crocifisso e Risorto e al suo Vangelo. Sono la sua presenza e il Vangelo di Gesù a dar sapore alla vita dell’uomo. Il Vaticano II è un autentico evento di grazia, con cui lo Spirito ripropone il Vangelo alla chiesa, mostrandole nuovi cammini. Non è però un salto rispetto alla tradizione, altrimenti la chiesa deflagrerebbe. Nello stesso tempo, lo dice Gesù stesso, un sale che non dà sapore serve solo a essere gettato via”. (Gerhard Ludwig Müller…)

SARAJEVO

A Sarajevo, i cattolici sono di nuovo minoranza. Stavolta tra musulmani. Trentamila durante la guerra, 10 mila adesso. (Solo in Erzegovina, al Sud, comandano loro). Ma come si fa a restare, con la disoccupazione al 44%, se per 100 euro hai il passaporto di Zagabria in tasca e l’Europa oltre il confine? «Qui purtroppo anche la gente religiosa guarda con occhi nazionali». (Mara Gergolet…)

SPIRITO SANTO

La chiesa è un corpo con una sola anima, lo Spirito Santo. E’ lo Spirito che è pluriforme ed è ricco di tante voci: stiamo attenti però a non sostituire la vivace fecondità dello Spirito con la povertà della nostra voce. (Gerhard Ludwig Müller…)

STALLE

Banja Luka, Republika Srpska. Qui non è caduta una granata. I serbi erano maggioranza, ora questo è il capoluogo della loro entità «semiautonoma». Dei 40 mila croati ne sono rimasti tremila. E croato vuol dire cattolico. «Stiamo scomparendo, vogliono farci estinguere», dice il vescovo Franjo Komarica. L’ha detto dieci giorni fa a San Gallo, in Svizzera, alla conferenza dei vescovi europei, prima ancora all’Europarlamento, lo ripete da anni. «A noi non hanno dato una chance di sopravvivere – spiega nell’episcopato -. In questi saloni ho ricevuto delegazioni di europei, americani, la Nato. E uno, un grande nome, è sbottato: “Per noi, voi valete al massimo quanto i cavalli nelle stalle“. (Mara Gergolet…)

STRATEGIA

Fa parte di una strategia: apparire smaglianti e ringiovaniti per fare buona impressione, per sembrare ricchi e pieni di possibilità, per farsi assumere o sposare. Per rispettare lo standard alto della cura di sé. Un’iniezione di botox non manderà sul lastrico (anche se il prezzo di un trattamento è di circa duecento dollari), ma offrirà, a chi lo desidera e si trova bene con l’aria stupefatta e immobile, la veloce possibilità di soddisfazione e la voglia di rifarlo, quando ci si sente giù. E ora che hanno provato che il botox può cancellare l’emicrania come le rughe, con un’iniezione forte in trenta punti diversi della testa, in caso di invasioni di cavallette, eruzioni, alluvioni e altre sciagure riempiremo i rifugi di cibo in scatola e flaconi di botulino. (Annalena Benini, Il Foglio)

SPECIALE CROCIATE

(1)

Sulle crociate ci sono stati quasi soltanto stereotipi come il binomio arabi civilizzati contro cristiani barbari. C’è stata una damnatio memoriae. I protestanti del XVI secolo condannarono le crociate come un esempio della corruzione della fede cattolica, gli illuministi le videro come esempio di ignoranza e di superstizione, mentre i materialisti del XIX secolo hanno visto le crociate come una forma di imperialismo occidentale ante litteram. (Christopher Tyerman, medievalista di Oxford, autore di «Le guerre di Dio», intervista al Foglio del 13 ottobre 2012)

(2)

Dietro alle crociate c’era “una visione idealizzata della chiesa, l’idea che la corruzione avesse consentito la conquista dei luoghi cristiani da parte dell’islam, la riconquista delle terre perse in Spagna, Sicilia e mediterraneo orientale e il rinnovamento attraverso la grazia”. (Christopher Tyerman…)

(3)

Le crociate non furono “un’eccentrica barbarie, ma un momento rivelativo per la fiducia della civiltà occidentale. E’ necessario tornare a valorizzare la dimensione religiosa e spirituale delle crociate senza appiattirle sul fenomeno puramente materiale. Non c’era ragione strategica per i cavalieri occidentali di andare nelle colline della Giudea, erano là per ragioni ideologiche e religiose. Degli aristocratici un terzo morì in battaglia, altri dicono fino al settanta per cento. Il loro profitto, almeno così lo vedevano, erano l’indulgenza spirituale e la prospettiva del paradiso, non la terra. Se pensiamo alle crociate di Gerusalemme e a quelle sul Baltico, i principi non avevano alcun interesse economico per lanciarsi alla conquista di quelle terre, reclutare truppe, fondi e armi. Se volevano delle terre, i principi non avevano che da scegliere fra quelle vicine alla propria città. Molti dei finanziatori delle crociate persero intere fortune in guerra”. (Christopher Tyerman…)

(4)

Le crociate, lungi dall’essere un anacronismo, furono uno stimolo all’epoca europea della scoperta. (Christopher Tyerman…)

(5)

Tyerman biasima il “multiculturalismo storiografico” che ha alimentato un senso di colpa. “E l’enfasi sulla colpa ha spinto i cristiani a un atteggiamento remissivo sul proprio passato, quando ci troviamo di fronte a un ideale che fu capace di ispirare sacrifici di portata e intensità a volte quasi inimmaginabili”. (Christopher Tyerman…)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...