Dizionario del Sinodo (2)

L’evangelizzazione richiede che si uniscano Bibbia, Sacramenti e vita cristiana. (Mons. Ricardo Blázquez)

OMELIA DI BENEDETTO XVI NELLA MESSA DI INAUGURAZIONE DELL’ANNO DELLA FEDE

BASE

affinché questa spinta interiore alla nuova evangelizzazione non rimanga soltanto ideale e non pecchi di confusione, occorre che essa si appoggi ad una base concreta e precisa, e questa base sono i documenti del Concilio Vaticano II, nei quali essa ha trovato espressione. Ho più volte insistito sulla necessità di ritornare, per così dire, alla «lettera» del Concilio – cioè ai suoi testi – per trovarne l’autentico spirito, e ho ripetuto che la vera eredità del Vaticano II si trova in essi. Il riferimento ai documenti mette al riparo dagli estremi di nostalgie anacronistiche e di corse in avanti, e consente di cogliere la novità nella continuità.

BISOGNO

Se oggi la Chiesa propone un nuovo Anno della fede e la nuova evangelizzazione, non è per onorare una ricorrenza, ma perché ce n’è bisogno, ancor più che 50 anni fa! E la risposta da dare a questo bisogno è la stessa voluta dai Papi e dai Padri del Concilio e contenuta nei suoi documenti.

CONTINUITÀ

Il Concilio non ha escogitato nulla di nuovo come materia di fede, né ha voluto sostituire quanto è antico. Piuttosto si è preoccupato di far sì che la medesima fede continui ad essere vissuta nell’oggi, continui ad essere una fede viva in un mondo in cambiamento.

DESERTO

In questi decenni è avanzata una «desertificazione» spirituale. Che cosa significasse una vita, un mondo senza Dio, al tempo del Concilio lo si poteva già sapere da alcune pagine tragiche della storia, ma ora purtroppo lo vediamo ogni giorno intorno a noi. E’ il vuoto che si è diffuso. Ma è proprio a partire dall’esperienza di questo deserto, da questo vuoto che possiamo nuovamente scoprire la gioia di credere, la sua importanza vitale per noi uomini e donne. Nel deserto si riscopre il valore di ciò che è essenziale per vivere; così nel mondo contemporaneo sono innumerevoli i segni, spesso espressi in forma implicita o negativa, della sete di Dio, del senso ultimo della vita. E nel deserto c’è bisogno soprattutto di persone di fede che, con la loro stessa vita, indicano la via verso la Terra promessa e così tengono desta la speranza. La fede vissuta apre il cuore alla Grazia di Dio che libera dal pessimismo.

DIO

E’ Dio il principale soggetto dell’evangelizzazione del mondo, mediante Gesù Cristo; ma Cristo stesso ha voluto trasmettere alla Chiesa la propria missione, e lo ha fatto e continua a farlo sino alla fine dei tempi infondendo lo Spirito Santo nei discepoli, quello stesso Spirito che si posò su di Lui e rimase in Lui per tutta la vita terrena, dandogli la forza di «proclamare ai prigionieri la liberazione e ai ciechi la vista», di «rimettere in libertà gli oppressi» e di «proclamare l’anno di grazia del Signore» (Lc 4,18-19).

GESÙ CRISTO

Gesù Cristo, consacrato dal Padre nello Spirito Santo, è il vero e perenne soggetto dell’evangelizzazione. «Lo Spirito del Signore è sopra di me; per questo mi ha consacrato con l’unzione e mi ha mandato a portare ai poveri il lieto annuncio» (Lc 4,18). Questa missione di Cristo, questo suo movimento continua nello spazio e nel tempo, attraversa i secoli e i continenti. E’ un movimento che parte dal Padre e, con la forza dello Spirito, va a portare il lieto annuncio ai poveri di ogni tempo – poveri in senso materiale e spirituale. La Chiesa è lo strumento primo e necessario di questa opera di Cristo, perché è a Lui unita come il corpo al capo.

MOVIMENTO

entrare più profondamente nel movimento spirituale che ha caratterizzato il Vaticano II, per farlo nostro e portarlo avanti nel suo vero senso. E questo senso è stato ed è tuttora la fede in Cristo, la fede apostolica, animata dalla spinta interiore a comunicare Cristo ad ogni uomo e a tutti gli uomini nel pellegrinare della Chiesa sulle vie della storia.

PELLEGRINAGGIO

Oggi più che mai evangelizzare vuol dire testimoniare una vita nuova, trasformata da Dio, e così indicare la strada. La prima Lettura ci ha parlato della sapienza del viaggiatore (cfr Sir 34,9-13): il viaggio è metafora della vita, e il sapiente viaggiatore è colui che ha appreso l’arte di vivere e la può condividere con i fratelli – come avviene ai pellegrini lungo il Cammino di Santiago, o sulle altre Vie che non a caso sono tornate in auge in questi anni. Come mai tante persone oggi sentono il bisogno di fare questi cammini? Non è forse perché qui trovano, o almeno intuiscono il senso del nostro essere al mondo? Ecco allora come possiamo raffigurare questo Anno della fede: un pellegrinaggio nei deserti del mondo contemporaneo, in cui portare con sé solo ciò che è essenziale: non bastone, né sacca, né pane, né denaro, non due tuniche – come dice il Signore agli Apostoli inviandoli in missione (cfr Lc 9,3), ma il Vangelo e la fede della Chiesa, di cui i documenti del Concilio Ecumenico Vaticano II sono luminosa espressione, come pure lo è il Catechismo della Chiesa Cattolica, pubblicato 20 anni or sono.

ROCCIA

I Padri conciliari volevano ripresentare la fede in modo efficace; e se si aprirono con fiducia al dialogo con il mondo moderno è proprio perché erano sicuri della loro fede, della salda roccia su cui poggiavano. Invece, negli anni seguenti, molti hanno accolto senza discernimento la mentalità dominante, mettendo in discussione le basi stesse del depositum fidei, che purtroppo non sentivano più come proprie nella loro verità.

SINTONIA

Se ci poniamo in sintonia con l’impostazione autentica, che il Beato Giovanni XXIII volle dare al Vaticano II, noi potremo attualizzarla lungo questo Anno della fede, all’interno dell’unico cammino della Chiesa che continuamente vuole approfondire il bagaglio della fede che Cristo le ha affidato.

TENSIONE

durante il Concilio vi era una tensione commovente nei confronti del comune compito di far risplendere la verità e la bellezza della fede nell’oggi del nostro tempo, senza sacrificarla alle esigenze del presente né tenerla legata al passato: nella fede risuona l’eterno presente di Dio, che trascende il tempo e tuttavia può essere accolto da noi solamente nel nostro irripetibile oggi. Perciò ritengo che la cosa più importante, specialmente in una ricorrenza significativa come l’attuale, sia ravvivare in tutta la Chiesa quella positiva tensione, quell’anelito a riannunciare Cristo all’uomo contemporaneo.

INTERVENTI

ABITUDINI

Nella sua autobiografia Thomas Merton ha descritto un’esperienza poco dopo essere entrato nel monastero dove avrebbe trascorso il resto della sua vita (Elected Silence, p. 303). Ammalato di influenza, era stato confinato in infermeria per alcuni giorni, e, dice, sentiva una “segreta gioia” perché questo gli forniva un’opportunità di preghiera – e “di fare tutto quello che volevo, senza dover correre per tutto il convento a rispondere alle campanelle”. È costretto a riconoscere che questo atteggiamento rivela che “tutte le mie cattive abitudini… si erano insinuate nel monastero con me e avevano ricevuto l’abito religioso assieme a me: la gola spirituale, la sensualità spirituale, l’orgoglio spirituale”. In altre parole, sta cercando di vivere la vita cristiana con il bagaglio emotivo di qualcuno ancora profondamente attaccato alla ricerca della soddisfazione personale. (SUA GRAZIA ROWAN DOUGLAS WILLIAMS, ARCIVESCOVO DI CANTERBURY, PRIMATE DI TUTTA L’INGHILTERRA E DELLA COMUNIONE ANGLICANA)

CATECUMENATO

I catecumeni uniscono in maniera profonda e chiara la dimensione personale alla dimensione ecclesiale della fede cristiana. Nella partecipazione comunitaria assidua scoprono il senso della Chiesa. Si crea una profonda fratellanza che ha anche un impatto sulle relazioni umane e sociali. La persona si sente sostenuta dagli altri fratelli per poter vivere cristianamente in mezzo a una società spesso indifferente e persino ostile alla fede cristiana e alla Chiesa. Attraverso il catecumenato, i partecipanti scoprono le realtà fondamentali della fede cristiana: il Credo, i Comandamenti di Dio con lo spirito del Discorso della Montagna, la preghiera del Padre Nostro e dei Salmi, i sacramenti e, in particolare, l’Eucaristia e la Penitenza, la dimensione apostolica della vita cristiana. Non si parte da aspetti particolari, complementari o devozionali, ma dalle realtà fondamentali della fede, che attualmente non possiamo più considerare acquisite. Per la maggior parte dei partecipanti, si tratta di un catecumenato postbattesimale, grazie al quale riscoprono il senso del battesimo già ricevuto. La celebrazione liturgica viene rafforzata in ognuno attraverso la conoscenza e la lettura orante della Sacra Scrittura. Per tanto tempo l’estraneità del latino nascondeva l’ignoranza della Sacra Scrittura, ma ora questa mancanza viene a galla. L’evangelizzazione richiede che si uniscano Bibbia, Sacramenti e vita cristiana. (S. E. R. Mons. Ricardo BLÁZQUEZ PÉREZ, Arcivescovo di Valladolid)

CONTEMPLAZIONE

La contemplazione rappresenta l’unica risposta definitiva al mondo irreale e folle che i nostri sistemi finanziari, la nostra cultura pubblicitaria e le nostre emozioni caotiche e incontrollate, ci incoraggiano ad abitare. Imparare la pratica contemplativa significa imparare ciò di cui abbiamo bisogno per vivere fedelmente, onestamente e amorevolmente. Si tratta di un fatto profondamente rivoluzionario. (R. D. WILLIAMS)

DIVINA MISERICORDIA

Nasce la domanda di come far uscire l’uomo da questo deserto. Una cosa è certa. Non basta la scienza. Non bastano i documenti. Non bastano le nostre strutture ecclesiastiche. Esse, come tali, non raggiungono ancora il cuore dell’uomo. Segno caratteristico dei nostri tempi è che la Chiesa oggi parla in modo più efficace quando si esprime col messaggio della Divina Misericordia. Sembra che questo discorso tocchi maggiormente il cuore dell’uomo chiuso in se stesso, impelagato nel peccato ed in un’apparente autosufficienza, ma invece in cerca di senso della vita e di motivi di speranza. Dio si è servito di un’umile religiosa, santa Faustina Kowalska, come pure di un saggio e santo pastore, il cardinale Karol Wojtyla – Giovanni Paolo, perché l’eterna verità su Dio “ricco di misericordia” risuonasse in modo più rilevante nell’agitato mondo di oggi. “L’umanità non troverà pace finché non tornerà alla fonte della misericordia”, che è in Gesù (Suor Faustina, Diario, n. 699). (S. Em. R. Card. Stanisław DZIWISZ, Arcivescovo di Kraków)

ECUMENISMO

Diletto fratello, la nostra presenza qui significa e segna il nostro impegno di testimoniare insieme il messaggio di salvezza e guarigione per i nostri fratelli più piccoli: i poveri, gli oppressi, gli emarginati nel mondo creato da Dio. Diamo inizio a preghiere per la pace e la salute dei nostri fratelli e sorelle cristiani che vivono in Medio Oriente. Nell’attuale crogiolo di violenza, separazione e divisione che va intensificandosi tra popoli e nazioni, che l’amore e il desiderio di armonia che dichiariamo qui, e la comprensione che cerchiamo con il dialogo e il reciproco rispetto, sia di modello per il nostro mondo. Che l’umanità possa stendere la mano ‘all’altro’ e che possiamo lavorare insieme per superare il dolore dei popoli dovunque, particolarmente dove si soffre a causa della fame, dei disastri naturali, di malattie e della guerra che, alla fine, colpisce la vita di noi tutti. (Saluto del Patriarca Ecumenico)

UMANIZZAZIONE

Noi non sostituiamo il compito evangelico con una campagna di “umanizzazione”. “Umanizzare prima di cristianizzare?” si chiede. “Se l’impresa riesce, il cristianesimo giungerà troppo tardi: il suo posto sarà già stato occupato. E chi pensa che il cristianesimo non abbia un valore umanizzante?”, così scrive de Lubac nella sua meravigliosa raccolta di aforismi “Paradossi della fede”. È la stessa fede che modella l’opera di umanizzazione e l’iniziativa di umanizzare resterà vuota senza la definizione di umanità offerta dal Secondo Adamo. (R. D. WILLIAMS,)

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...