Dizionario (3)

IL VANGELO DEL GIORNO E IL COMMENTO

αποφθεγμα Apoftegma

Frammenti
quasi quotidiani
Che altro è vivere felicemente se non possedere qualcosa di eterno conoscendolo?
Nessun bene lo si conosce perfettamente se non lo si ama perfettamente.


Sant’Agostino

 

DIZIONARIO “BENEDETTO”

PASTORALE

La soluzione dei problemi pastorali diocesani che si presentano non dovrebbe limitarsi a questioni organizzative, per quanto importanti esse siano. Si rischia di porre l’accento sulla ricerca dell’efficacia con una sorta di «burocratizzazione della pastorale», concentrandosi sulle strutture, sull’organizzazione e sui programmi, che possono diventare «autoreferenziali», a uso esclusivo dei membri di quelle strutture. Queste ultime avrebbero allora scarso impatto sulla vita dei cristiani allontanatisi dalla pratica regolare. L’evangelizzazione richiede, invece, di partire dall’incontro con il Signore, in un dialogo stabilito nella preghiera, poi di concentrarsi sulla testimonianza da dare al fine di aiutare i nostro contemporanei a riconoscere e a riscoprire i segni della presenza di Dio. (Discorso al 1° gruppo di vescovi francesi in visita “ad limina”. QUI il discorso completo)

DIZIONARIO DEI SEGNI
SCIENZIATI
Un censimento delle pubblicazioni scientifiche in medicina e biologia ha rivelato l’aumento di esperimenti macchiati da frode, falsificazione dei dati, visite a pazienti immaginari, ritocco delle immagini di laboratorio. Il fenomeno è nel complesso modesto. Dei 25 milioni di articoli pubblicati su riviste mediche dal 1940 al maggio 2012, quelli ritrattati (cioè ritirati per errori gravi o frodi) sono 2.047. In percentuale però il numero di studi depennati è quasi decuplicato tra 1976 e 2007. Solo uno studio su tre viene ritirato per uno sbaglio commesso in buona fede. In due terzi dei casi è con l’intento di ingannare che i dati scientifici vengono manipolati. L’obiettivo, come nello sport, è arrivare primi per aggiudicarsi credito in un mondo della scienza sempre più competitivo e a corto di fondi. Le note pubblicate dalle riviste per annunciare una ritrattazione sono spesso generiche, scritte in modo confuso per non far trasparire l’inganno. (L’articolo completo qui)
SCARTAVETRARE

Siamo diversi e stare insieme a volte è una delizia, a volte una fatica. Si può ingaggiare una battaglia estenuante, fine, sottile, tattica o aperta. Oppure si può decidere di arrendersi a questa differenza, di abbracciarla, di farsi scartavetrare dalle scabrosità dell’altro, che in realtà è la nostra (ci urta solo il male che in noi trova risonanza). La resa della donna è la sottomissione, la resa dell’uomo è abbandonare il suo egoismo, e cominciare a morire per lei. (Costanza Miriano, articolo completo qui)

MADRI

Al parco, per strada, a casa, sul fasciatoio, in cucina, gli incidenti che riguardano bambini sotto i cinque anni sono, dal 2007, cresciuti del trentun per cento, anche se i genitori fanno molta fatica ad ammettere: ero lì, ma stavo controllando Facebook. Ero lì, mi ero solo girata un attimo per controllare se per caso nella posta indesiderata fosse finito qualcosa di importante. Ero lì, avevo appena fotografato mio figlio sul fasciatoio, il tempo di postare la foto e ho sentito un gran tonfo. Diciamo piuttosto: certo che ero attento, non so come sia potuto succedere (anche quando si cade nei tombini mentre si cammina chattando, la sorpresa è la medesima). E’ una specie di ipnosi che dura qualche minuto, fa diventare un po’ più stupidi e imbambolati, ma con la sincera convinzione di non fare altro che stare attenti: dicono i medici che gli occhi probabilmente davvero vedono quello che sta succedendo, ma le immagini non arrivano al cervello, rapito dalla foto di un gattino su Twitter. La sconvolta signora del Connecticut era davvero sicura di avere spostato lo sguardo sul telefono per non più di venti secondi, per rispondere al messaggio di un amico, ma le telecamere della piscina dimostrarono che erano passati circa quattro minuti da quando il piccolo era caduto da un gradino, e scivolato nell’acqua (storia a lieto fine, questa, ma ce ne sono ovviamente di peggiori). Il più grande pericolo per i figli del nuovo Millennio siamo noi, che non abbiamo fuochi da accendere a mani nude o mucche da far partorire nella stalla, ma dobbiamo controllare i profili dei nuovi follower e eliminare qualche maleducato da Facebook. La soluzione più estrema e sicura, a questo punto, è cedere il nostro smartphone ai bambini, perché ci giochino loro, seduti immobili, imbambolati, un po’ più stupidi ma in salvo sul divano, mentre noi controlliamo che nessun leone stia scappando dallo zoo. (Annalena Benini. L’articolo completo qui)

RASSEGNA AGGIORNATA QUI

 

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