Benedetto XVI, il Pastore che guida il gregge nel cammino catecumenale e battesimale, unica via alla Verità

Il Battesimo si estende a tutta la nostra vita:  sia pre-battesimale, sia post-battesimale, siamo sempre in cammino battesimale, in cammino catecumenale. La nostra sfida è vivere il dono del battesimo, vivere realmente, in un cammino post-battesimale. (Benedetto XVI)
Il Signore è il mio pastore:
non manco di nulla;
su pascoli erbosi mi fa riposare
ad acque tranquille mi conduce.
Mi rinfranca, mi guida per il giusto cammino,
per amore del Suo nome.
Se dovessi camminare in una valle oscura,
non temerei alcun male, perché tu sei con me.
Il tuo bastone e la tua verga
mi danno sicurezza.
Davanti a me tu prepari una mensa
sotto gli occhi dei miei nemici;
cospargi di olio il mio capo.
Il mio calice trabocca.
Felicità e grazia mi saranno compagne
tutti i giorni della mia vita,
e abiterò nella casa del Signore
per lunghissimi anni.
Sal 23
Tempo di lupi questo scorcio di millennio; ululano intorno al gregge, pronti a disperdere e ad azzannare. Il Pastore lo aveva previsto e quel giorno in cui gli fu affidato il gregge, aveva chiesto preghiere per non indietreggiare di fronte al pericolo. Lui è unito a Cristo, il Pastore grande, il Pastore buono, e per questo sa che, comunque vadano le cose, al gregge non mancherà mai nulla. Ma sa anche che pascere significa confermare nella fede e condurre il gregge ad acque tranquille, anche quando, come di questi tempi, bisogna passare per una valle oscura. Il Papa ha scelto così la sua Diocesi e un convegno che sembrava preparato da sempre alla bisogna: alla testa del suo popolo ha mostrato, ben stretto tra le mani, il bastone del Pastore, parole chiare a tracciare per la Chiesa e per ciascuno di noi, l’unico cammino  che dà sicurezza. Parole che smascherano dolcemente ma senza sconti, teoremi, speculazioni, illusioni pastorali, cortocircuiti teologici (sic) dei tanti, troppi?, tentati dalle fughe in avanti o indietro, nelle quali si nasconde lo zampino del nemico; il seduttore di tutta la terra, il diavolo, infatti, è colui che, da Adamo ed Eva in poi, ha come unico programma quello di strappare ogni uomo dal presente, dall’evidenza storica che lo attende istante dopo istante, per gettarlo nell’abisso del nulla, che è assenza di storia, di vita, di perdono e di amore, assenza di Dio, l’inferno già qui sulla terra. Così, nel bel mezzo della tempesta, il Pastore scandisce, come un santo mantra, una semplice parola: b-a-t-t-e-s-i-m-o. E con questo dice tutto a tutti.
Dice innanzitutto l’unica dinamica che libera la vita nella verità e nell’autenticità, il cammino che conduce alle “acque della vita”: pre-battesimale o post-battesimale poco importa, la vita di un cristiano o è un “cammino battesimale”, un “cammino catecumenale”, o vita non è. Perchè non è vita quella poltiglia di ore che scivolano nel mondo sporcate da mille mani e altrettante menzogne; non è vita quella invertebrata che non conosce “si e no, rinunce, promesse e invocazioni”. Non è vita quella dove non esiste il peccato, e il male diviene una variabile della psiche impazzita. Non è vita quella che non cammina nella storia con dentro la vita di Dio! Non è vita quella che sfugge al dolore, all’errore, al fango che ci costituisce per aprirsi ad accogliere il soffio vitale e rigenerante dello Spirito Santo. Non è vita quella che non rinuncia al mondo di menzogna che domina il presente, che non dice no al demonio!
Il Pastore ci ha rinfrancato e ci sta guidando per il cammino giusto, vero, l’unico che approda alla vita piena, saziata alla mensa preparata da Cristo di fronte a tutti i nemici, come un calice che trabocca del suo amore. Il Pastore ci ha mostrato, nel tumulto che ci assedia, la Verità nella quale siamo chiamati a vivere per gustare felicità e grazia in ogni istante. Esiste un solo cammino di Verità, ed è quello tracciato da Dio per noi, il catecumenato che ci accompagna a sperimentare in pienezza la ricchezza del nostro battesimo, la fonte inesauribile della nostra elezione, la luce che rischiara le tenebre di questa stagione così difficile. Leggere e rileggere, meditare e accogliere queste parole del Papa è fare esperienza di essere condotti da un Pastore secondo il cuore di Dio che ci guida ogni giorno alle acque del battesimo, al principio e compimento della vita nostra e della Chiesa in questa generazione.
Antonello Iapicca pbro
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