Alla scuola della Sacra Famiglia. di padre Frédéric Manns

a casa di Nazaret è una scuola di preghiera, dove si impara ad ascoltare, a meditare, a penetrare il significato profondo della manifestazione del Figlio di Dio, traendo esempio da Maria, Giuseppe e Gesù». La Santa Famiglia di Nazaret è stata oggetto innumerevoli volte della catechesi dei papi. Ma Benedetto XVI, il 28 dicembre scorso, ha voluto una volta di più indicare Nazaret a tutte le famiglie del mondo che si preparano a vivere l’evento del settimo Incontro mondiale delle famiglie che si celebra a Milano dal 30 maggio al 3 giugno.

«La contemplazione di Cristo ha in Maria il suo modello insuperabile.(…) Ella vive con gli occhi su Cristo e fa tesoro di ogni sua parola».

E ancora: «La capacità di Maria di vivere dello sguardo di Dio è, per così dire, contagiosa. Il primo a farne l’esperienza è stato san Giuseppe. (…) Infatti, con Maria e poi, soprattutto, con Gesù, egli incomincia un nuovo modo di relazionarsi a Dio, di accoglierlo nella propria vita, di entrare nel suo progetto di salvezza, compiendo la sua volontà».

Proprio per aiutarci a cogliere questo «modo di relazionarsi con Dio» abbiamo  chiesto ad un biblista molto noto come padre Frédéric Manns, docente di esegesi del Nuovo Testamento e giudaismo presso lo Studium Biblicum Franciscanum di Gerusalemme, di spiegarci il contesto nel quale si colloca la vicenda della «famiglia cristiana» per eccellenza. Ne esce il ritratto (in forma narrativa) di una famiglia del tempo, che vive – come tutte – ansie e conflitti, ma che sa leggere il proprio ruolo nel progetto di Dio a partire dall’ascolto e dalla preghiera. Un modello (icona della Chiesa domestica, la definisce il Papa) per tutte le famiglie e per la Chiesa intera. Un  esempio di come vivere insieme «la relazione filiale con Dio, che trasforma anche le relazioni interpersonali» e un luogo dove i bambini «fin dalla più tenera età, possono imparare a percepire il senso di Dio, grazie all’insegnamento e all’esempio dei genitori».

Perché educare alla fede cristiana – conclude Benedetto XVI – «non può prescindere dall’esperienza della preghiera».

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