«Benedetto XVI è sereno e non si preoccupa troppo della fuga di notizie»

«Lo ha detto più volte: la riforma della Chiesa non verrà dal cambiamento delle istituzioni ma attraverso la parola che illumina. Così mentre il mondo sospira di fronte alla struttura di una Chiesa che sembra vacillare, Benedetto XVI è sereno». Paolo Rodari, vaticanista del Foglio, spiega a tempi.it che mentre l’immaginario collettivo pensa a un Papa sempre più sofferente, in mezzo a una crisi che tocca i suoi collaboratori più stretti, «lui dimostra di essere su un altro piano».

Lunedì mattina il Pontefice a pranzo con i cardinali li ha ringraziati, dicendo: «Sono circondato dagli amici del Collegio cardinalizio, con loro mi sento a casa. Mi sento sicuro in questa compagnia di grandi amici che stanno con me e tutti insieme con il Signore». Ma, a meno di credere che Ratzinger sia un ingenuo, bisogna pensare che si accorga delle falle nel governo ecclesiastico. «Non sono riusciti a controllare la fuga di notizie riservatissime e questo è davvero grave – continua Rodari – Il Papa lo sa benissimo ma non se ne preoccupa troppo: si sente confortato da quelli che lo sostengono dal punto di vista personale e dottrinale, e questo gli basta». Serve dando la vita e predicando, sapendo con certezza che tutto è nelle mani di Dio. Per questo ha incoraggiato i cardinali ricordando che «siamo nella squadra del Signore, quindi nella squadra vittoriosa». «Infatti – ribadisce Rodari – il Papa non è isolato, ma sta proprio su un altro piano».

Forse in Vaticano non è nemmeno tutto marcio come appare. «Sicuramente molti di quelli che circondano Benedetto XVI gli sono fedeli. Ma evidentemente non tutti. Si dice, però, che anche al tempo di Giovanni Paolo II la situazione della Chiesa fosse simile e che questo Papa fosse stato scelto anche nella speranza che prendesse in mano le redini del Vaticano». Invece? «Invece ha seguito il suo predecessore. Come per Wojtyla, anche per papa Ratzinger sono importanti le istituzioni. Ma al pari di Giovanni Paolo II, pensa che la Chisa si costruisca incontrando il popolo di Dio ed evangelizzando».

Oggi si parla anche di martirio. Benedetto XVIha detto alla curia romana che l’unica via per rinnovare la Chiesa è obbedire al Padre. Ai cardinali ha ricordato che il rosso della porpora cardinalizia simboleggia il sangue dei martiri e la disponibilità a testimoniare Cristo fino al sangue. «E infatti ieri ha parlato loro anche di ecclesia militans e della necessità di “combattere contro il male che viene mascherato con il bene distruggendo le fondamenta della società”. In una lotta che non è contro nessuno, ma anzi con se stessi “per affermare Dio fino a disprezzare sé”».
Tempi.it

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