IPOCRISIA OCCIDENTALE: ELOGI A CHEN E AIUTI ALLA PIANIFICAZIONE DEMOGRAFICA

di Gianfranco Amato

È passata alla storia l’immagine fotografica di quel ragazzo cinese, soprannominato Tank Man, che solo e indifeso, con una busta nella mano sinistra e la giacca nella mano destra, è riuscito a fermare una colonna di carri armati, durante la celebre protesta di piazza Tienanmen.

Ventitré anni dopo quell’episodio, un altro cinese, Chen Guangcheng, è riuscito a mettere sotto scacco i rapporti diplomatici delle due più grandi potenze della Terra: gli Stati Uniti e la Repubblica Popolare Cinese. Tutto ciò da solo, e per giunta in una condizione di disabilità.

Della vicenda “Avvenire” si è occupato con ampiezza, mettendo in luce ciò su cui altri hanno invece sorvolato: Guangcheng, cieco dalla nascita, è un avvocato autodidatta affiliato ai “chijiao lushi” (letteralmente: avvocati a piedi nudi), una rete di legali che si batte per i diritti dei deboli e degli indifesi nella Cina comunista, e in particolare contro la famigerata “jihua shengyu”, (letteralmente: politica del figlio unico), sinonimo di sterilizzazione e aborto forzati, col corollario delle interruzioni di gravidanza selettive.

Nel 2005 ha persino osato organizzare una class action contro la città di Linyi, nella regione dello Shandong, a causa della scellerata politica demografica abortista del governo cinese, e contro ogni forma di pianificazione familiare forzata. Non si tratta proprio di battaglie politicamente corrette. Eppure Chen ha sempre ricevuto l’attenzione e il sostegno, tra gli altri, del British Foreign Secretary e del governo britannico.

Lo stesso governo che, però, foraggia con milioni di sterline l’associazione eugenetica Marie Stopes International, una multinazionale dell’aborto che, tra l’altro, ha una prestigiosa ed elegante sede a Pechino, presso il quartiere Chao Yuan, al n.172 della Bei Yuan Road, e vanta di avere come major partner strutture pubbliche cinesi, tra cui le commissioni della pianificazione demografica dello Jiangsu, dello Xian, dello Henan, nonché il centro distrettuale per il controllo delle malattie di Qingdao Shinan, l’ufficio sanitario della città di Baoshan, l’ufficio provinciale per l’educazione e la prevenzione dell’AIDS del Guangxi, e l’ufficio provinciale per il problema dell’HIV dello Yunnan.

I programmi futuri di Marie Stopes International in Cina prevedono, tra l’altro, l’apertura di tre nuove cliniche nel Dongsuan e nello Zhengzhou, la consulenza alle cliniche gestite dalla commissione della pianificazione demografica del Guizhou, e l’organizzazione di corsi di educazione sessuale nelle scuole per bambini di lavoratori immigrati nella città di Pechino.

È stato pure notato che nel maggio 2010, mentre il povero Chen languiva in prigione, il ministro cinese delle politiche demografiche, Li Bin, è stato ricevuto con tutti gli onori negli uffici londinesi di Marie Stopes International, a riprova degli stretti rapporti di collaborazione e della stima reciproca.

Una piccola rivincita, però, Chen Guangcheng se l’è involontariamente presa contro l’organizzazione abortista britannica che porta orgogliosamente il nome di una delle più inquietanti figure nel campo dell’eugenetica del XX secolo, Marie Stopes, autrice nel 1920 di “Radiant Motherhood”, in cui invocava la sterilizzazione “dei soggetti totalmente inadeguati alla riproduzione”, e di “The Control of Parenthood”, vero e proprio manifesto degli eugenisti, in cui teorizzava il concetto di “purificazione della razza”.

Chen ha dimostrato agli eugenisti ispirati dalla Stopes che anche i “difettosi”, quando non vengono eliminati, sono capaci di grandi battaglie, di sfidare i potenti della terra, e di vincere. E così facendo, l’umile e cieco avvocato cinese ha dimostrato di possedere una capacità di visione infinitamente superiore ai dieci decimi.

In realtà, il vero risultato dell’azione eclatante di Chen Guangcheng è aver messo in luce l’ipocrisia dell’Occidente che, per appiattimento sull’ideologia del family planning e amore degli affari, si limita a una blanda critica del genocidio perpetrato dal governo cinese. Quando non arriva a dare consigli, e concludere affari anche in questo campo.

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