Obama si schiera per i matrimoni gay. Dolan, Arcivescovo di NY “Il matrimonio è tra uomo e donna”

di Luca e Paolo Tanduo
Tratto dal sito Cultura Cattolica.it il 13 maggio 2012

La notizia è sorprendente, nessun presidente USA lo aveva mai fatto prima: Obama si è schierato esplicitamente a favore dei matrimoni gay, e per giustificare questa sua affermazione ha citato addirittura le figlie che gli avrebbero fatto capire da esempi di famiglie di loro amici che è giusto, con un buonismo abbastanza ingenuo, se non fosse per le responsabilità che copre confondendo il rispetto per ogni persona umana con la necessità di equiparare situazioni completamente differenti. Matrimonio ha un chiaro significato: compito della madre. Non può quindi in nessun caso essere riferito a unioni che sono intrinsecamente sterili come quelle tra persone dello stesso sesso. Dopo le politiche a favore dell’aborto anche un’esplicita affermazione a favore dei matrimoni gay…. diciamolo: con tutti i problemi a cui deve pensare il presidente degli Stati Uniti perché proprio questo così rilevante? Perché non fa una dichiarazione contro la malaria, o contro lo sfruttamento della prostituzione o il lavoro minorile o peggio ancora i bambini soldato nel Terzo mondo?…. no invece, a favore dei matrimoni gay. Da dove nasce questa urgenza è presto detto: è il peso economico delle lobby gay. Facciamo degli esempi: oltre alla campagna di famosi personaggi dello spettacolo (già citata mesi fa in un altro nostro articolo), si pensi a quanto appena successo in Nord Carolina, dove attraverso un referendum popolare la maggioranza dei votanti ha stabilito che il Nord Carolina sarà il trentesimo Stato a vietare i matrimoni gay nella Costituzione, e questo nonostante le associazioni per la difesa dei diritti di gay e lesbiche fossero scesi in campo per contrastare la norma, spendendo una somma pari a 3 milioni di dollari. Chi sono i più grandi finanziatori delle campagne elettorali di Obama? Ancora loro, il Washington Post ha scritto che un grande donatore su sei di quelli che contribuiscono alla campagna di Obama è omosessuale.

Obama dovrebbe piuttosto preoccuparsi della grave crisi della Famiglia in USA e dei costi economici gravissimi che ne conseguono. Circa la metà di tutti i matrimoni negli Stati Uniti finisce con il divorzio. Dopo soli 5 anni, più di un quinto di chi si era sposato risulta separato o divorziato. Mentre più della metà delle coppie di fatto si sciolgono dopo 5 anni. Negli USA secondo l’Annuario Demografico pubblicato dalle Nazioni Unite nel 2010 ci sono 3, 4 divorzi ogni 1000 persone.

Tra il 1970 e il 2005 la proporzione di bambini che vivono con due genitori regolarmente sposati è scesa dall’85% al 68%, mentre oltre un terzo dei bambini nasce fuori dal matrimonio. Il costo sociale della famiglia instabile, secondo una recente ricerca del Georgia Family Council e dell’Institute for American Values si aggira per gli USA sui 112 miliardi di dollari. Ogni anno i costi del sistema giudiziario legati all’instabilità delle famiglie raggiungono quasi i 20 miliardi di dollari. L’aumento esponenziale dei programmi di assistenza (dalle case ai programmi sociali di recupero) genera un aumento del gettito fiscale pari a circa 22 miliardi di dollari all’anno. In pratica si calcola che negli Stati Uniti ogni matrimonio che fallisce si risolve in un costo sociale che varia in media tra i 50 e i 100mila dollari.

Speriamo che i cristiani americani, nel momento in cui andranno a votare affermino e difendano l’unico matrimonio naturale, quello tra uomo e donna e il suo valore sociale. Se Obama doveva essere il paladino del terzo millennio e la speranza degli USA… diciamolo, è stata una illusione anzi una vera delusione che speriamo finisca con questo mandato.

Dolan risponde a Obama: “Il matrimonio è tra uomo e donna”

A Radio Vaticana il cardinale arcivescovo di New York e presidente dei vescovi degli Stati Uniti rivendica il diritto di non tacere sulla questione delle unioni
Tratto da Vatican Insider il 10 maggio 2012

”Il matrimonio è solo l’unione fra un uomo e una donna. Non possiamo rimanere in silenzio di fronte a parole o azioni che minerebbero questo istituto, pietra angolare della nostra societa”’.

Così il cardinale Timothy Dolan, presidente della Conferenza episcopale degli Usa e arcivescovo di New York, ha risposto alla posizione favorevole al matrimonio tra persone dello stesso sesso annunciata ieri dal presidente statunitense Barack Obama.

Il presidente, ha precisato la Casa Bianca, ha parlato a titolo personale. Negli Stati Uniti, infatti, sono i singoli Stati a decidere sulla questione: in 31 Stati il matrimonio gay è illegale (il North Carolina ha votato a favore del divieto proprio ieri) mentre in 7 è possibile sposarsi tra persone dello stesso sesso.

 

Obama per il matrimonio gay perché buon cristiano o per qualche milione di dollari?

di Benedetta Frigerio; tempi

Il presidente statunitense Barack Obama e sua moglie Michelle non mancano occasione di proclamarsi cristiani. Soprattutto in questo periodo lo ricordano spesso per giustificare il loro sostegno alle nozze omosessuali. Una novità anche per lo stesso Obama che, fino a qualche giorno fa, non si era mai spinto a equiparare l’unione omosessuale a quella eterosessuale.
Il presidente ha giustificato così il proprio ripensamento: «La mia posizione è frutto di una riflessione. Il Signore chiede di trattare il prossimo come se stessi». Per il Washington Post, però, la motivazione utilizzata non sarebbe così innocente. La strategia è semplice: utilizzare i riferimenti religiosi per compiacere e confondere l’elettorato cristiano e, al tempo stesso, intascare i fondi delle lobby gay, quanto mai necessari per affrontare la campagna elettorale. Il quotidiano ricorda che i più grandi donatori obamiani sono omosessuali e che uno dei più importanti, Chad Griffin, ha minacciato di ritirare il proprio sostegno se il presidente non avesse fatto “outing”.

L’amministrazione Obama, già quattro anni fa, aveva ottenuto il plauso dei ricchi donatori legati alle sigle Lgbt aprendo le porte dell’esercito agli omosessuali, alle lesbiche e ai bisessuali. Il presidente ha poi messo fine alla difesa legale del Doma (Defense of Merriage Act), lasciando agli Stati la possibilità di legalizzare il matrimonio omosessuale. E ha incluso nella Crime Hates Law la discriminazione per motivi sessuali, che può portare all’incriminazione di chi pensa che l’omosessualità sia una devianza. La Casa Bianca ha organizzato una giornata di sensibilizzazione sul tema del bullismo contro gli omosessuali e ben sei agenzie federali si sono impegnate per combatterlo.

Eppure, tanto impegno, non sembrava ancora soddisfare i rappresentanti delle sigle Lgbt, che, anzi, ultimamente, parevano aver raffreddato il proprio entusiasmo nei confronti del leader democratico. Se ne ha riprova, per converso, rileggendo le dichiarazioni festose di questi giorni seguenti le parole di Obama. Ethan Geto, consulente politico e attivista gay, ha esultato: «L’intensità dell’emozione e i risultati pratici in termini di supporto sono significativi, particolarmente il risultato relativo alla raccolta di fondi, che è impressionante». E se Obama in questi quattro anni ha lavorato in senso favorevole al mondo gay, l’entusiasmo di questi giorni è nuovo: «È profondamente diverso dal consenso del 2008», ha sottolineato Joan Garry, direttore della Gay and Lesbian Alliance Against Diffamation. Garry ha spiegato che l’appoggio del presidente al matrimonio omosessuale è un passo storico che trasformerà per sempre il suo rapporto con i supporter Lgbt: «Abbiamo raccolto tantissimi soldi in poco tempo. Conosco una persona che ha racimolato in sole 24 ore 10 mila dollari ed era una di quelle che, negli ultimi due anni, aveva criticato in continuazione Obama. Ho la sensazione che in questo momento si stiano strappando un’infinità di assegni». Solo 90 minuti dopo l’annuncio, Obama ha raccolto 1 milione di dollari. Ora circa un sesto dei donatori del presidente è omosessuale dichiarato. Tra quelli che hanno donato più di 500 mila dollari, sono saliti a nove gli esponenti del mondo Lgbt.

@frigeriobenedet

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