Elezioni in Francia: trionfo massonico

II 7 febbraio 2012 un’inchiesta del settimanale L’Express, occasionata dallo scandalo di prostituzione di Lillà che ha coinvolto ancora una volta l’ex direttore generale del Fondo Monetario Internazionale, Dominique Strauss-Kahn, ha attirato l’attenzione sul dominio – è difficile usare un’altra parola – che la massoneria esercita su questa città del Nord della Francia. Secondo questa inchiesta – che ha messo in luce anche il collegamento fra il giro di prostitute d’alto bordo di Lillà e la massoneria – la città conta, su 225.000 abitanti, il numero strabiliante di tremila massoni, con ottanta logge. Se si prende in esame la regione Nord, che comprende Roubaix e Villeneuve-d’Ascq, le logge sono 92, con oltre cinquemila iniziati. I numeri sono molto più alti di quelli dell’Italia, dove i massoni sono in tutto poco più di 35.000, di cui 21.400 nel Grande Oriente d’Italia, 7.500 nella Gran Loggia, e 3.000 nella Gran Loggia Regolare, obbedienza piccola ma unica riconosciuta dalla “casa madre” di Londra.

Una super-loggia di professori

In Francia, invece, i massoni sfiorano i 150.000, più di un terzo dei quali nel Grande Oriente di Francia, che alla fine del 2010 ha interessato le cronache per la sua rivoluzionaria decisione di accogliere le donne – già ammesse peraltro in altre obbedien-ze – dopo secoli di rifiuti. Ma soprattutto la massoneria francese ha un’influenza sulla politica che è maggiore rispetto a quella che sembrano esercitare le massonerie di altri Paesi. Periodicamente se ne occupa la stampa transalpina. E una “scoperta” giornalistica recente sembra aggiungere un elemento nuovo a questo dato. Un’inchiesta di copertina del settimanale Le Point, del 26 gennaio 2012, ha attirato l’attenzione sui «Circoli Inter-Universitari», CIU, un nome che sembrerebbe innocuo per celare qualche cosa di diverso. Quella che si presenta come una tranquilla associazione di accademici francesi nasconderebbe in realtà una super-loggia massonica, con le stesse iniziali ma un nome meno rassicurante: Confraternita Iniziatica Universale. Se alcuni dei membri sono professori universitari interessati alla storia della massoneria e a questioni filosofiche, altri si muovono molto vicino alla politica francese. L’inchiesta di Le Point studia l’entourage dei principali candidati alla presidenza della Repubblica francese e mostra che, chiunque vinca, avrà vinto la massoneria.

Tra i candidati tanti «fratelli»

Due candidati minori alle presidenziali francesi sono dichiaratamente massoni: Jean-Lue Mélenchon, candidato dell’estrema sinistra, fa parte del Grande Oriente, mentre Corinne Lepage, dei Verdi – e moglie dell’ex ministro dell’Ambiente, massone e vicino alla GIÙ, Christian Huglo – è stata iniziata nella Gran Loggia Femminile, un’obbedienza di sole donne. Se queste sono curiosità – ma Mélenchon è salito nei sondaggi fino a diventare un candidato “vero” – è più interessante notare che Le Point, mettendo in conto querele e smentite che afferma di non temere, conta tredici massoni nell’entourage immediato di Nicolas Sarkozy, compresi i ministri dell’Economia, Frangois Baroin, del Lavoro, Xavier Bertrand, della Difesa, Gerard Longuet, dell’Interno, Claude Guéant, della Giustizia, Michel Mercier, dello Sport, David Douillet, delle Relazioni con il Parlamento, Patrick Ollier, della Cooperazione Internazionale, Henri de Raincourt e dell’Educazione, Lue Chatel. Gli ultimi due ministeri nella storia francese sono stati quasi sempre affidati a massoni, che hanno cercato in particolare di non lasciarsi mai sfuggire l’Educazione: ma, come si vede, con Sarkozy è tutto il governo che sembra piuttosto una grande loggia. E molti di questi ministri sono vicini alla misteriosa CIU, che non va necessariamente d’accordo con l’obbedienza massonica più numerosa e potente in Francia, il Grande Oriente.

Quanto a Sarkozy, bisognerebbe ancora ricordare il rapporto specialissimo del presidente con l’ex Gran Maestro del Grande Oriente Alain Bauer, e la sua vecchia abitudine – curiosa per chi dichiara di non essere massone – di firmare facendo seguire al suo nome tre puntini, come fanno i “fratelli”, le lettere che da Ministro dell’Interno inviava ai sindacati di polizia, dove pra­ticamente da sempre tutti i dirigenti sono massoni.

Se dovesse vincere Frangois Hollande, il candidato socialista cui sembrano andare le simpatie del Grande Oriente, le cose dal punto di vista massonico non cambierebbero. Nella squadra che gestisce la campagna elettorale di Hollande, Le Point conta dieci massoni, fra cui il presidente del Senato Jean-Pierre Bel, gli ex ministri Michel Sapin e Jean-Yves Le Drian, il sindaco di Lione Gerard Collomb e il responsabile della comunicazione del candidato socialista, Manuel Valls. Di fronte a questa proliferazione di «fratelli», chi diffidasse della massoneria in Francia potrebbe essere tentato di votare per il candidato centrista Frangois Bayrou o per quella di destra Marine Le Pen. Ma anche qui, assicura Le Point, le logge hanno preso le loro precauzioni. Accanto a Bayrou, ascoltato consigliere, c’è l’ex senatore e membro della Corte dei Conti Alain Lambert, che viene dalle stesse logge dove è nata la misteriosa GIU.

Dai medesimi ambienti proviene pure Dominique Palile, già portavoce dell’UMP, il partito di Sarkozy, che non fa parte della squadra di Bayrou ma ne ha fatto il vincitore delle elezioni presidenziali nel suo romanzo I Panico all’Eliseo ed è piuttosto influente negli ambienti che sostengono il candidato centrista. Quanto a Marine Le Pen, fa parte della sua squadra l’avvocato – che compare spesso nei grandi media francesi – Gilbert Collard, iniziato nella Gran Loggia di Francia e passato poi alla Gran Loggia Nazionale Francese, l’obbedienza più “tradizionalista” – dal punto di vista massonico, s’intende – che è stata il terreno di coltura della misteriosa CIU.

Molta acqua è passata sotto i ponti da quando I negli anni 1980 il Grande Oriente minacciava di espulsione non solo gli iscritti al Fronte Nazionale, allora guidato dal padre di Marine Le Pen, ma anche chi accettava il sostegno del partito di estrema destra, come l’ex-ministro Jean-Pierre Soisson che aveva cercato i voti del Front National per conservare la carica di presidente del Consiglio Nazionale della Borgogna. Forse non se ne farà nulla, ma il Grande Oriente ha dibattuto seriamente l’idea d’invitare Marine Le Pen a una riunione di “loggia bianca” a porte chiuse per esporre il suo programma | ai “fratelli”, come faranno gli altri candidati: un’idea che sarebbe stata impensabile fino a pochi anni fa.

Certamente non tutte le obbedienze francesi la pensano allo stesso modo, su molti temi. Ma ci sono dei fili che le uniscono e alla fine, nella politica francese, la massoneria riesce sempre a contare più che in altri Paesi. Se l’influenza massonica sulle cose politiche è forse in crisi altrove, in Francia è ancora – per usare un eufemismo – molto vivace. E tante cose della politica interna e internazionale francese sono difficili da capire se non si tiene conto di questa influenza massonica.

Ricorda
«Rimane pertanto immutato il giudizio negativo della Chiesa nei riguardi delle associazioni massoniche, poiché i loro principi sono stati sempre considerati inconciliabili con la dottrina della Chiesa e perciò l’iscrizione a esse rimane proibita. I fedeli che appartengono alle associazioni massoniche sono in stato di peccato grave e non possono accedere alla santa comunione». (Congregazione per la Dottrina della Fede, Dichiarazione sulla Massoneria, 26/1171983).

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