Dolan, Arcivescovo di NY: Obama «non può intervenire in questioni che riguardano la vita della Chiesa

«È una battaglia dura perché i nostri avversari hanno scelto una materia dove non veniamo sufficientemente capiti». Così, dieci giorni fa, il cardinale Timothy Dolan, capo della Conferenza episcopale americana, aveva parlato all’emittente televisiva Fox News, sottolineando che lo Stato cerca di nascondere «l’ingerenza nella vita delle persone del governo americano» parlando della «questione relativa alla contraccezione». Lo scontro è cominciato quando il 19 gennaio scorso Obama ha annunciato che tutti i datori di lavoro, a prescindere dalla loro volontà, dovranno pagare per la contraccezione e l’aborto dei propri dipendenti. Pena multe milionarie.

Sabato scorso Dolan è stato nuovamente intervistato da Bob Shieffer per la CbcNews. «Non credete che la Chiesa debba occuparsi meno della politica?», gli ha

domandato il giornalista, chiedendo ragione delle forza con cui il cardinale si sta esprimendo nei confronti del governo. Dolan ha risposto che «certamente la Chiesa deve agire sino a dove le compete. Ma penso che anche il governo debba farlo. Non può intervenire in questioni che riguardano la vita della Chiesa. E questo è il punto a cui siamo arrivati». Secondo Dolan, infatti, «stiamo assistendo a un radicale e drammatico intervento da parte della burocrazia governativa. E questo non disturba la politica ma noi. Mi piacerebbe che la si smettesse, così potrei davvero occuparmi d’altro». Dunque Obama non dovrebbe obbligare gli istituti privati a pagare per la contraccezione e l’aborto? «Questa è una battaglia per la libertà di coscienza costituzionalmente protetta e non per un verità di fede». Dolan ha dichiarato anche di sentirsi preso in giro. «Perché sono un po’ confuso – ha detto ironicamente – Obama mi aveva assicurato che avrebbe fatto di tutto per non mettere in pericolo la vita pubblica delle famiglie e della istituzioni cattoliche e invece…».
Se «la fede non può avere una rilevanza pubblica» va a discapito di tutti, ha continuato, «perché chi crede può portare un grande contributo alla vita del paese». Che compito ha dunque la Chiesa? «Quello di far comprendere che Dio dà la vera vita, la vera libertà e la speranza». Questa è la sfida che portiamo «in un mondo triste e violento, quello che tu Bob documenti tutti i giorni con il tuo lavoro. Portare la buona notizia che vince». Anche se gli ultimi anni sono stati duri per la Chiesa: «La mia vocazione è stata ispirata dal bisogno di pastori virtuosi e dediti che rinvigorissero la Chiesa. Questo è anche il tempo del rinnovamento, una sfida di cui volevo essere protagonista».

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