La Fornero s’inventa il mammo: dovrà allattare e lo pagheranno i giovani disoccupati

Elsa Fornero si è inventata il mammo: nella riforma del lavoro ha stabilito per il prossimo triennio di mandare in maternità obbligatoria anche i padri. La scelta è quella di dare tre giorni di congedo maternità obbligatorio anche ai padri, entro il quinto mese dal parto del figlio. Ma la Fornero ha fatto un gran pasticcio, per la solita ragione: non aveva fondi a disposizione. Così il mammo nei primi due giorni di congedo di maternità sarà finanziato dall’interruzione della maternità della madre. Lei quindi dovrà essere rispedita al lavoro. Con un piccolo problema: a quell’epoca ancora molti neonati si nutrono con l’allattamento naturale. E Fornero o meno, il mammo dovrà lasciare a stecchetto il pupo. Il terzo giorno mammo e mamma potranno stare entrambi a casa con il pupo e prendere lo stipendio pieno. Chi lo pagherà? Ecco il pasticcio finale: qualche giovane disoccupato. La Fornero ha infatti attinto i 65 milioni necessari alla bisogna dal fondo istituito proprio da lei e Mario Monti nel decreto salva Italia di dicembre “per il finanziamento di interventi a favore dell’incremento dell’occupazione giovanile”. Aveva 300 milioni di dotazione, e 65 milioni si involano verso i mammi…

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