L’ora legale: l’onda lunga dell’illuminismo anticattolico.

di Vincenzo Merlo

Tra le tante invereconde sciocchezze della cosiddetta modernità, c’è l’ora legale.

Ideata da una mente evidentemente contorta impone da più di duecento anni, in ossequio alla visione illuministica tipica delle rivoluzioni anticristiane che hanno preso piede nel diciottesimo secolo in Francia e in America, la modifica e lo stravolgimento dei ritmi di vita e delle abitudini secolari di popoli cresciuti nel rispetto della natura e degli insegnamenti cristiani.

Per omaggiare questa nuova “visione” demolitoria e rompere con la tradizione millenaria imperniata appunto sul cristianesimo, i rivoluzionari francesi arrivarono addirittura a cambiare i giorni della settimana e i nomi dei mesi (“brumaio”, “ventoso” ecc.), oltreché a sopprimere le vie e le piazze dedicate ai santi cattolici. L’illuminismo si propose cioè di fare tabula rasa di mille e ottocento anni di civilizzazione cristiana, deprecata e combattuta come “regno della superstizione” da abbattere e schiacciare con la violenza. “Ecraser l’infame” (“Schiacciare l’infame”, cioe’ la Chiesa cattolica) diventò il celebre e raccapricciante motto del principale ispiratore dei “lumi” vale a dire Voltaire. E la rivoluzione francese, proprio in omaggio a tali inquietanti premesse filosofiche, si tramutò ben presto in un bagno di sangue, a partire dalle persecuzioni e dagli oltraggi che i cristiani dovettero subire. Con il paravento della triade “libertè, egalitè e fraternitè”, si mascherò in sostanza il vero obiettivo dei rivoluzionari massoni e illuministi: la distruzione della civilizzazione cristiana e della Chiesa cattolica francese.

Dalla gemella rivoluzione d’oltreatlantico, e precisamente per mano del massone americano Benjamin Franklin, promana invece quest’altra assurdità dell’ora “legale”. Anche questa invenzione è figlia dei “tempi nuovi” che l’illuminismo, in sprezzo alla civiltà cristiana, volle determinare e imporre ad un popolo considerato evidentemente come un bimbo da erudire. Fatto sta ed è che tale novità ha finito per imporsi sempre più, giungendo (almeno in Europa) per soppiantare l’ora solare per sette mesi l’anno. Potenza dei compassi e delle squadre!

L’ipocrisia raggiunge la vetta quando si trovano le giustificazioni: essa serve, garantiscono, per far risparmiare (solo in Italia) 95 milioni di euro l’anno. Ora, a parte il fatto che i danni alla salute della popolazione non sono nemmeno quantificabili, una considerazione sorge spontanea: 95 milioni sono l’equivalente di un paio di liquidazioni di grossi papaveri dell’industria. Se si avessero davvero a cuore le finanze di un Paese, si imporrebbe un limite a questi esborsi vergognosi. Cosi facendo, almeno finirebbe la scusa del beneficio economico che l’ora “legale” apporterebbe. Beneficio irrisorio e strumentale, a fronte di un disagio reale sopportato da milioni di persone.

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