Vi ricordate del Nobel ad Obama?

We can… e un mondo nuovo e trasparente sembrava stagliarsi finalmente all’orizzonte. E la pace accidenti, era finalmente apparso il suo campione: due parole ed ecco il Nobel. Con Obama si era tornati tutti ai bei tempi di Woodstock; che bello ricordare lo slogan che ci aveva fatto sognare: “fate l’amore e non la guerra”. Amore protetto s’intende, non sia che capiti  l’incidente, e “speriamo che non tocchi alle mie figlie”… Ma se capita, we can, una pilloletta e via, il “prodotto” del concepimento finisce nel gabinetto. Pace protetta, prima o dopo quell‘amore fatto per non fare la guerra. Peccato solo per i milioni di soldatini senza fucile sterminati in suo nome. E peccato per tutti i cattolici che hanno puntato sulla ruota di Obama: “A partire dall’agosto del 2013 anche le chiese e le associazioni religiose saranno costrette a offrire ai propri dipendenti un’assicurazione sanitaria che contempli i rimborsi per la contraccezione e l’aborto. La direttiva,  bilancia la libertà religiosa e l’aumento dell’accesso ai servizi di prevenzione”. Bastava leggere Solovev e il suo Racconto dell’anticristo. Non sarebbe stato difficile intuire che cosa, il premio nobel per la pace, era sicuro di poter fare.

La sentinella

 

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